Nbv, cala il sipario: in finale ci va Milano

Un attacco di Mads Jensen: non ha però ripetuto la grande gara di una settimana faLuca Spirito serve un primo tempo ad Aidan Zingel
Un attacco di Mads Jensen: non ha però ripetuto la grande gara di una settimana faLuca Spirito serve un primo tempo ad Aidan Zingel

The end: Verona con Milano non ripete l’impresa di una settimana fa (quando nel girone vinse con un impietoso 3-0) e perde la semifinale dei play off per il quinto posto sconfitta in rimonta per 1-3. Milano andrà in finale con Modena, Verona si ferma qui, stagione chiusa. Un anno tribolato e con poche soddisfazioni per i gialloblù, ma con la speranza di potersi rifare il prossimo campionato puntando, come è stato più volte detto, magari su una squadra di giovani come Magalini, Asparuhov, Jensen, Donati, che, per quanto hanno fatto vedere, soprattutto in queste ultime sfide, potrebbero anche regalare soddisfazioni. Intanto per ora cala il sipario e i riflettori d’ora in poi saranno puntati sulla società, il mercato, e i movimenti in vista del futuro. Tanti gli interrogativi. LA PARTITA. Per quanto riguarda la semifinale (gara secca) Verona, senza Kaziyski (al suo posto Asparuhov mentre a Milano mancava Ishikawa, sostituito da Basic) parte benissimo mettendo in croce Basic dal servizio. Sul 5-10 i gialloblù gonfiano il petto e Milano vede i fantasmi, ma è lo stesso Basic, dai nove metri, a condurre la sua squadra ad agganciare sul 10-10. E poi, su errore in attacco di Jensen, a superare 11-10. Ma l’Allianz non fa i conti con Asparuhov. Il giovane bulgaro si scatena e da qui in poi è inarrestabile: 9 punti con 3 ace. L’Nbv chiude 22-25 e 0-1. Nel secondo set però Milano cambia marcia al servizio e mette all’angolo Verona, che, al contrario, dai nove metri si inceppa e sbaglia pure tantissimo (20 errori alla fine del match). Sbertoli, in particolare modo, con 3 ace, scava un solco che la squadra di Stoytchev non riesce più a colmare. Anche perché sale pure in cattedra Urnaut, mentre Verona pasticcia in difesa e in contrattacco ed è, più in generale, molto meno brillante del primo set. Soprattutto in battuta dove conquista un break point su 20 mentre i padroni di casa ne vincono 1 ogni 3.13 servizi. Nel terzo Milano continua a spingere al servizio e sorpassa. Verona, invece, perde smalto e, a parte il ruggito nella parte finale con Spirito al servizio con il quale risale dal 20-13 al 20-18, con un parziale di 8-0, non dà più la sensazione di poter comandare il match. Anzi. Jensen (33%) è opaco e Asparuhov (17%) sparito. Magalini, invece, va a intermittenza ma resta a galla col suo 50%. Non è così per Milano che con Urnaut continua a mettere giù palla anche senza strafare. Nel quarto set Verona prova a reagire, Jensen finalmente (64%) si rianima e i gialloblù danno battaglia almeno fino al 12-12. Poi è l’Allianza riprendere le redini e con Piano al servizio si regala il primo strappo per il 15-13. L’Nbv in battuta non incide e non riesce a colmare il divario anche perché il muro non tiene nulla. Asparuhov, poi, rispetto al primo set è totalmente offuscato e viene pure murato due volte. Verona così, con il solo danese ad andare a segno, non sta al passo e Milano vince ancora 25-20 per il 3-1 che vale la finale contro Modena. •

Marzio Perbellini

Suggerimenti