L’Nbv ringiovanisce Ma cresce il talento Mozic sposa Verona

La meglio gioventù: Mads Jensen, Andrea Zanotti, Giulio Magalini. A destra Edo Caneschi e di spalle Luca SpiritoColpo di mercato per l’Nbv Verona che è riuscita a convincere Rok Mozic a sposare il progetto gialloblù
La meglio gioventù: Mads Jensen, Andrea Zanotti, Giulio Magalini. A destra Edo Caneschi e di spalle Luca SpiritoColpo di mercato per l’Nbv Verona che è riuscita a convincere Rok Mozic a sposare il progetto gialloblù
La meglio gioventù: Mads Jensen, Andrea Zanotti, Giulio Magalini. A destra Edo Caneschi e di spalle Luca SpiritoColpo di mercato per l’Nbv Verona che è riuscita a convincere Rok Mozic a sposare il progetto gialloblù
La meglio gioventù: Mads Jensen, Andrea Zanotti, Giulio Magalini. A destra Edo Caneschi e di spalle Luca SpiritoColpo di mercato per l’Nbv Verona che è riuscita a convincere Rok Mozic a sposare il progetto gialloblù

Verona inizia a muovere i suoi passi nel mercato e lo fa, come a suo tempo aveva annunciato Stefano Magrini, il presidente nella Nbv Verona, puntando tutto su una squadra molto giovane ma da fare crescere progressivamente nel tempo. Il nuovo leitmotiv della società è piuttosto chiaro: silenzio. Al quale vuole abbinare lavoro e piedi per terra. Con l’obiettivo di ripartire dal basso, dai giovani, pensando inizialmente soprattutto alla salvezza e con la speranza, lentamente ma progressivamente, di crescere e risalire la classifica. La parola d’ordine? Basta proclami. Anche perché sono spesso irrealizzabili, come troppe volte è accaduto in questi anni. Ricordate il Bv17, il piano triennale lanciato all’epoca di Piero Rebaudengo quando la Bluvolley aveva indicato il 2017 come l’anno della svolta? Quello in cui la squadra sarebbe arrivata a giocarsi lo scudetto? Ecco, basta con annunci del genere. Nel nuovo mondo gialloblù non c’è più spazio per certi slogan. Cambia la prospettiva. E poi si faranno i conti con quello che c’è in cassa e non con quello che potrebbe, forse, esserci. O arrivare. Piedi per terra anche a livello economico: e d’altra parte il covid ha bastonato duro quest’anno e non ci sono più margini di errore. O per fare passi più lunghi della gamba come quello, fatale, tornando al Bv17, che la società fece ingaggiando Mitar Djuric. (Forse da lì iniziò la parabola discendente). In questa nuova ottica, dunque, niente spese pazze ma semmai scelte oculate mettendo nel mirino giovani giocatori ma con ampi margini di miglioramento. E va in questo senso un’operazione di mercato di grande spessore visto che l’ultimo arrivo in casa gialloblù si chiama Rok Mozic, il talento sloveno del 2002 che molti considerano una delle promesse emergenti più interessanti del panorama europeo. Ad oggi è il più giovane del roster, dopo di lui Giulio Magalini, che è del 2001. Come Francesco Donati, che è però di un mese più vecchio. In questa lista figurano ovviamente Asparuh Aspruhov, che è del 2000 e Mads Jensen, che è del 1999. Il più anziano del team, in questo momento, è Jonas Aguenier, che ha 29 anni visto che è del ’92. Insomma, la squadra si ringiovanisce e l’età media in questo momento è di 22,9 anni. Tornando allo schiacciatore di Maribor di 200 centimetri, bisogna sottolineare che Verona ha battuto la concorrenza di Perugia che aveva puntato sul giovane martello. Ma Rado Stoytchev sarebbe riuscito a convincere il ragazzo ad abbracciare il progetto veronese mettendo sul piatto un posto da titolare. Un’occasione unica per un giovane il cui sogno, come ha avuto modo di ripetere in più occasioni, è sempre stato quello di venire a giocare nel nostro Paese, tanto che avrebbe già iniziato a studiare l’italiano. Un sogno che adesso sta per avverarsi. Ok, Verona non sarà un top team come lo è la Sir Safety, probabilmente la prossima stagione la più forte di sempre, ma di certo avrà la certezza di calcare il campo con continuità e farsi notare. Come d’altra parte sta facendo in questi giorni con la maglia della nazionale slovena nella Vnl, competizione dove si è già messo in mostra soprattutto nella gara contro l’Olanda dove è stato il miglior marcatore del match. E tuttavi, portare Mozic a Verona, in ogni caso, non sarebbe stata una passeggiata. Da quello che si apprende, ma la società non conferma né smentisce, chiusa com’è in un mutismo assoluto e a questo punto anche ingiustificato, si sarebbe trattato di una trattativa lunga e difficile. Più volte rilanciata e in diverse occasioni bruscamente interrotta. Per poi rianimarsi e riprendere vigore fino a quando, come è stato assicurato, sarebbe arrivata la firma sul contratto. •.

Marzio Perbellini

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