L'intervista

Anzani, un oro veronese: «La scintilla contro la Francia. Siamo dentro al nostro sogno»

L'intervista a Simone Anzani, che con la nazionale italiana di volley ha conquistato in Polonia i campionati mondiali battendo 3-1 in finale i padroni di casa. Un passato in gialloblù, il centrale oggi vive a Macerata con la compagna e la figlia
Simone Anzani con la compagna Carolina e la figlia Viola dopo la conquista del Mondiale di volley
Simone Anzani con la compagna Carolina e la figlia Viola dopo la conquista del Mondiale di volley
Simone Anzani con la compagna Carolina e la figlia Viola dopo la conquista del Mondiale di volley
Simone Anzani con la compagna Carolina e la figlia Viola dopo la conquista del Mondiale di volley

 

A Verona ha trovato l’amore di Carolina. A Verona ha vissuto quattro stagioni intense alla Blu Volley dal 2013 al 2017. Il Mondiale conquistato dall’Italvolley domenica in Polonia (battendo 3-1 i favoritissimi padroni di casa) è anche un po’ nostro grazie a Simone Anzani, centrale della Lube, vice capitano azzurro e veronese adottivo. Il cuore, le mani, la passione. Il sorriso e le lacrime. Palloni sbattuti a terra con la rabbia degli eroi. Una coppa alzata al cielo che mai ha celato lacrime di gioia e di nostalgia. Per Anzani, anche una dedica speciale

 

«Non ce ne rendiamo ancora conto»

Simone, appena ha capito di avere vinto il Mondiale ha guardato verso il cielo
Una settimana prima della partenza per il Mondiale è venuto a mancare mio zio. Eravamo molto legati. E gli avevo fatto una promessa: tornerò con una medaglia
Senza specificare quale
Anche l’argento sarebbe stato qualcosa di immenso
Figurarsi l’oro...
Non ce ne rendiamo ancora conto. Per realizzare quello che è stato fatto ci vorrà del tempo. Siamo dentro al nostro sogno
Certi sogni, però, non sono per tutti
Ma i sogni aiutano a credere in qualcosa di grande. Il sogno va oltre. Quando ho iniziato a giocare a pallavolo non avrei mai immaginato di vincere un Mondiale da vice capitano dell’Italia.
Quando ha iniziato ad immaginare un finale incredibile per l’Italia?
Dentro al torneo ci sono stati tanti momenti significativi. La scintilla è scoccata, però, quando siamo riusciti a battere la Francia. Lì abbiamo avvertito qualcosa di diverso.

 

La festa della nazionale italiana di Volley dopo aver conquistato i Mondiali 2022 in Polonia
La festa della nazionale italiana di Volley dopo aver conquistato i Mondiali 2022 in Polonia

 

Il Generale De Giorgi

Voi, poi, avevate un Generale a dirigervi fuori dal campo
Fefè De Giorgi è stato straordinario. Non ha senso ne parli io. Ci ha trasmesso grande serenità. Ci ha permesso di stare sempre dentro la partita
Tra l’altro, la finalissima con la Polonia sembrava una partita normalissima per De Giorgi
No, fidatevi, l’ha sentita tutta. Ma lui è bravo a trasmettere emozioni positive. Ha vinto tutto con la Lube, ha fatto qualcosa di grande con la Nazionale. Uno come lui, si vive, non si commenta.
Cosa vi ha permesso di andare oltre?
Il senso di responsabilità e la voglia di sognare. E grandi meriti sono proprio da attribuire a De Giorgi
Vinto un Mondiale, però, resta spazio ancora per nuovi sogni?
Vincere l’Olimpiade. Abbiamo un gruppo di giovanissimi campioni. E, come dicevo: sono i sogni a farti andare avanti

 

Le lacrime di Carolina
Le lacrime di Carolina

 

Le lacrime, Carolina e Viola

Nel dopo partita non ha risparmiato di certo le lacrime. Le vuole raccontare?
In realtà, l’emozione più forte l’ho vissuta all’inizio, al momento degli inni. Guardavo le tribune: la mia compagna Carolina, mia figlia Viola, mio cugino arrivato fino in Polonia a sostenermi. Poi è iniziata...
E c’è stato un momento nel quale ha capito: adesso possiamo davvero vincerla noi?
Siamo stati sempre dentro la partita, impossibile pensare a qualche cosa di diverso
Il futuro è?
Si va sempre alla caccia di nuovi trofei e di nuovi sogni
L’anno prossimo si preannuncia speciale per lei e Carolina
Sì, abbiamo fissato la data delle nozze. Ma preferisco non svelare nulla
Le sue attitudini di padre?
Dovreste chiedere a Carolina (nel frattempo tiene in braccio Viola, nata nel maggio del 2021 ndr). Ho scoperto nuove, piacevolissime emozioni.

 

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Il suo passato è fatto di tanti sport. La folgorazione della pallavolo è arrivata poi all’improvviso. Avesse fatto il calciatore?
Sarei stato un attaccante. Tipo Ibrahimovic. La mia fede calcistica? Sono “gobbo“.
Il campione da imitare?
LeBron James, credo sia esempio di attitudine. Al di là del talento, credo sia di insegnamento e stimolo per tutti quella sua grande voglia di non accontentarsi mai.
L’Italia del volley sembra avere davanti a sé un futuro radioso. Perchè la vittoria del Mondiale non arriva alla fine di un ciclo ma all’inizio di un nuovissimo percorso- Quali sono i nomi dell’ambizione?
No, non me la sento di fare nomi. L’Italia ha vinto con la sua grande anima, con i suoi ragazzi, con i suoi tifosi, con il suo staff. Abbiamo vinto tutti. Nessuno escluso. E in questo momento voglio vivere la festa di tutti.

 

 

Simone Antolini