Gengy e Venturi, che sfida! Sposano il Verona Volley

Gian Andrea Marchesi, in gialloblù dal 2012
Gian Andrea Marchesi, in gialloblù dal 2012
Gian Andrea Marchesi, in gialloblù dal 2012
Gian Andrea Marchesi, in gialloblù dal 2012

Hanno cercato di tenerlo nascosto fino alla fine ma la notizia è trapelata. Difficile, a dire il vero, anche capire quale fosse la ragione di tutta questa segretezza: Verona Volley, la società che ha acquisito il titolo dalla Nbv Verona, è composta da una società svizzera, la Swiss Development Corporation (nome che ai più non dirà assolutamente nulla), da Fabio Venturi e da Gian Andrea Marchesi. La Sdc avrebbe il 60% delle quote, Marchesi e Venturi il 20% ognuno. Il direttore sportivo, arrivato a Verona nel 2012 nell’anno della rifondazione - portato da Stefano Bianchini, come racconta spesso con orgoglio il presidente della Fipav - e Venturi, il direttore generale, passano dunque dall’altra parte della barricata per vestire i panni dei soci. Senza però rinunciare, così pare, alle funzioni che hanno svolto fino ad ora. In particolare, Marchesi continuerà di sicuro a fare il direttore sportivo anche con il nuovo assetto. Tra l’altro, da quello che emerge, sarebbero stati proprio loro gli artefici dell’operazione e a fare da tramite tra la nuova società e quella vecchia, probabilmente attraverso un canale favorito dall’allenatore Rado Stoytchev. Ma questo sarà tutto da verificare. Se ne saprà di più quando verrà presentata la nuova società e finalmente verranno svelati tutti i dettagli dell’operazione. Prima di farlo, però, Marchesi e Venturi, aspettano il via libera della Lega. Infatti per adesso il passaggio del titolo esiste solo nelle intenzioni. Perché per concretizzarsi ha bisogno del semaforo vedere del consiglio di amministrazione della Lega al quale è stato sottoposto per il nulla osta. La domanda, presentata lunedì scorso, non ha ancoro ricevuto risposta. Dovrà arrivare necessariamente entro domani, cioè passati i termini previsti per accettare o rifiutare il passaggio. Tutto fa pensare che il passaggio possa procedere per il meglio. A quel punto, in caso di esito positivo, la documentazione verrà presentata a inizio luglio alla Lega al momento dell’iscrizione alla Superlega per l’approvazione definitiva. Intanto si aspetta di superare l’ostacolo più grosso, il Cda. Dopodiché la strada si metterebbe tutta in discesa. A rallentare un po’ la procedura, le riserve di alcune società che punterebbero il dito sul cambio di denominazione avvenuto già lo scorso anno, quando venne fondata la Nbv Verona. Un’operazione, però, e va ricordato, che non ha nulla a che vedere con quanto sta succedendo ora. Perché i soci di adesso sono nuovi. Stefano Magrini, Andrea Corsini, Luca Bazzoni e Gianmaria Villa, che invece erano gli stessi sia nella Bluvolley sia nella nuova Nbv Verona, non ne faranno parte. E a proposito della Nbv, va ricordato, come già detto in altre occasioni, che venne creata solo per favorire l’ingresso di eventuali nuovi soggetti (all’epoca si parlava di Lucio Molon) senza che essi si dovessero accollare anche i debiti in essere, che infatti sono rimasti ancorati alla vecchia società e ai vecchi soci, vale a dire alla Bluvolley. Il passaggio era solo servito per cercare di allargare la famiglia e avere un po’ più di ossigeno in un momento economicamente difficile e aggravato dal Covid. •.

Marzio Perbellini

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