CAMPIONATO ITALIANO su PISTA

Viviani ancora tricolore comanda nell’omnium: «È stata vera battaglia»

Elia ha messo in bacheca la diciottesima maglia da élite: «Questi di San Francesco al Campo sono tre giorni di gare importanti che mi fanno bene per il Mondiale, visto che tornerò a correre su strada»
Elia Viviani ottiene la sua diciottesima maglia tricolore elite
Elia Viviani ottiene la sua diciottesima maglia tricolore elite
Elia Viviani ottiene la sua diciottesima maglia tricolore elite
Elia Viviani ottiene la sua diciottesima maglia tricolore elite

Elia Viviani aggiunge la maglia tricolore dell’omnium a quella della corsa a punti. Conquista la “sua” gara, quella in cui è stato campione olimpico a Rio 2016 (e bronzo a Tokyo 2021). «Non è stato facile» riferisce. «Non sono partito benissimo, solo quinto nello scratch, ma poi, ed è la prima volta, ho vinto la tempo race ed ho concluso al secondo posto l’Eliminazione. Così ho cominciato l’ultima prova, la corsa a punti, con due lunghezze di svantaggio nei confronti di Matteo Donegà».

Elia ha recuperato subito i due punti nella prima volata «mai poi è stata una battaglia con Donegà e Moro con Moro che faceva le volate e Donegà che attaccava subito dopo, ma alla fine l’ho spuntata».

Diciottesima maglia tricolore da élite

Mette in bacheca la diciottesima maglia tricolore da élite. Al velodromo Francone di San Francesco al Campo (Torino), Viviani insegue la migliore condizione in proiezione campionati del mondo. «Nella prima giornata» fa presente, «avevo cominciato con un buon inseguimento, che considero un buon test in ottica del lavoro che sto facendo per il quartetto».

E sull’Eliminazione, in cui è campione del mondo e d’Europa, conclusa con un deludente nono posto, ammette candidamente: «Mi sono fatto chiudere, ma correre l’Eliminazione in un velodromo all’aperto è tutt’altra cosa rispetto a quando si compete in una pista coperta e corta 250 metri» Viviani osserva che, «questi di San Francesco al Campo sono tre giorni di gare importanti che mi fanno bene nelle gambe per il Mondiale, visto che nella prossima settimana tornerò a correre su strada e che davanti non ho moltissime giornate in pista da qui al campionato del mondo».

Dopo la staffetta

Elena Cecchini conferma che era previsto si staccasse presto dal terzetto nella team realy. «Il piano concordato con il ct Marco Velo» spiega, «era quello che tirassi il più possibile all’inizio, possibilmente fino alla salita, per poi lanciare Longo Borghini e Guazzini». Missione compiuta.

Titolari e riserve

Edoardo Affini farà il suo esordio, domenica prossima, al Mondiale. Il commissario tecnico Bennati chiarisce le sue scelte. La strategia pare chiara in vista della gara: «Edoardo è dall’inizio dell’anno che lavora per i capitani della sua squadra. Ha l’esperienza e la capacità per svolgere un lavoro fondamentale soprattutto nei primi 200 km di gara».

Ripensando alla staffetta, Affini osserva: «Era complicato trovare il ritmo in una gara così breve, ma credo che siamo riusciti ad esprimerci tutti al meglio. Oggettivamente la Svizzera allineava un terzetto veramente forte. Logico che si punti sempre alla vittoria, ma abbiamo dato il massimo. Questo argento, a 2“ dai primi, ci onora, porta entusiasmo e ci dice che stiamo ancora crescendo».

Filippo Zana sarà riserva domenica a Wollongong. «Fra tutti i presenti» spiega Bennati, «ha caratteristiche tecniche meno adatte per il tipo di percorso, ma è un giovane con grandi qualità e sono certo che, in futuro, avrà la sua occasione in un Mondiale». Marino Amadori, ct Under 23, ha indicato Busatto (General Store) come riserva con Piganzoli: «Dispiace lasciarli fuori perché entrambi hanno dimostrato di avere gambe e condizione, ma si corre in cinque». È titolare, invece, Nicolò Buratti, passato per una stagione al Pedale Scaligero.

Renzo Puliero