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Pinazzi dominatore alla Vicenza-Bionde «Il futuro? Tra i prof»

di Renzo Puliero
Pinazzi al traguardo: mette il dito davanti alla bocca per dire stop alle critiche per un un periodo senza risultatiIl podio della Vicenza Bionde: dietro a Mattia Pinazzi, Giosuè Epis e Daniel Skerl
Pinazzi al traguardo: mette il dito davanti alla bocca per dire stop alle critiche per un un periodo senza risultatiIl podio della Vicenza Bionde: dietro a Mattia Pinazzi, Giosuè Epis e Daniel Skerl
Pinazzi al traguardo: mette il dito davanti alla bocca per dire stop alle critiche per un un periodo senza risultatiIl podio della Vicenza Bionde: dietro a Mattia Pinazzi, Giosuè Epis e Daniel Skerl
Pinazzi al traguardo: mette il dito davanti alla bocca per dire stop alle critiche per un un periodo senza risultatiIl podio della Vicenza Bionde: dietro a Mattia Pinazzi, Giosuè Epis e Daniel Skerl

Mattia Pinazzi concede il bis. Domina la volata della 79a Vicenza-Bionde (in 181 al via). Stacca gli avversari, alza le mani a 15 metri dal traguardo, mette il dito davanti alla bocca a zittire «alcune critiche ricevute dopo un periodo senza risultati, facendo vedere, invece, che so ancora vincere». Un anno fa, dopo la vittoria, aveva detto: «Mi ispiro a Elia Viviani, che fa strada e pista». Mattia è uno che segue la multidisciplinarietà. «Sono rientrato martedì scorso dal Canada», spiega, «dopo la prova di Nations Cup dove il quartetto ha fatto il secondo posto, mentre la madison con Scartezzini non è andata bene, non tanto perché coppia inedita quanto perché sono alle mie prime madison lunghe e mancano esperienza e gambe». A Milton, piuttosto, aveva sperato di correre col quartetto anche la finale per l’argento, dopo aver contribuito alla qualificazione. Villa ha fatto altre scelte, ma Mattia ha saputo trasformare la delusione in una straripante potenza sul rettilineo finale. «Potevi frenare», gli ha detto scherzando Epis, secondo all’arrivo, «ma io non ne avevo più perché avevo tirato molto prima e nella volata sono rimasto al vento troppo presto». Soddisfatto del terzo posto, invece, Da Ros «dopo essere rimasto solo nell’ultimo chilometro». Pinazzi ricostruisce: «Temevo Zeccchin e Skerl, ma i miei compagni di squadra mi hanno pilotato sino all’ultimo e poi Galli e Cattani mi hanno portato nella posizione ideale ai 200 metri, dove ho lanciato la volata. Spero di continuare a vincere, il solo modo per passare tra i prof, oltre a continuare a crescere in pista». Il suo direttore sportivo, il veronese Gaetano Zanetti non ha dubbi: «Per me è il miglior velocista italiano e se ne è accorto anche il c.t. Amadori che l’ha portato alla Gand e alle Ardenne. Mattia ha ancora ampi margini di miglioramento anche come fisico. Deve lavorare, ma ha la testa giusta. Puntiamo su di lui oggi al Circuito del Porto. Complimenti a tutta la squadra per la maturità tattica, attenta quando la Zalf ha fatto i ventagli e un plauso a Cattani per aver permesso a Mattia di far esplodere tutto il suo potenziale». La corsa si snoda secondo copione: fuga da lontano, gruppo compatto a 3 km dal traguardo, volatona. Ma i due autori della fuga meritano applausi: Cretti (Colpack) era già in avanscoperta sul Tabor (Gpm a Stefano Cavalli) e con Valerii Shtin (CTF) ci è rimasto per quasi 150 km. Poi hanno provato a inserirsi due ragazzi della Sissio di Marco Toffali, Calovi e Gazzola, inutilmente. Il resto è tutto nella volata (bravo Peschi della General Store). E nella soddisfazione di Filippo Scipioni e dell’Us Bionde, da oggi già al lavoro per l’ottantesima edizione che prevede «l’abbraccio a tutti i vincitori della corsa» proprio mentre Paolo Cazzola avverte che «gli sponsor hanno garantito che si arriverà ai novant’anni». Ordine d’arrivo 1. Mattia Pinazzi (Arvedi), km 164,2 in 3h 37’ 53”, media km 45,217; 2. Giosuè Epis (Zalf) 3. Daniel Skerl (Ctf) 4. Lorenzo Anniballi (Sias) 5. Andrea D’Amato (Biesse) 6. Rubens Sanchez (Colpack) 7. Lorenzo Peschi (G. Store) 8. Alessio Menghini (Solme) 9. Alessandro Romele (Colpack) 10. Lorenzo Tedeschi (Hopplà). •.

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