Presente al premio Alice Magnani

Malagò: «Capiremo se si può restituire la medaglia olimpica a Rebellin. Tommasi? È rimasto lo stesso»

Il presidente del Comitato olimpico nazionale italiano è intervenuto per premiare gli studenti che si distinguono in studio e sport. Presente il sindaco Damiano Tommasi
MALAGÒ DUAL CARREER VERONA (FOTOEXPRESS)

Giovanni Malagò è di casa a Verona. Il presidente del Coni, intervenuto al Pala Gavanin-Nocini per l’evento «Univr Dual Career Awards - Premio Alice Magnani» ha ricordato il suo lungo rapporto con la città. «Quando ero giovane mio padre era concessionario Bmw e salivamo a Verona per andare a Palazzolo di Sona dove c’era la sede italiana della casa tedesca. Ci siamo spesso fermati a dormire in questa città». 


Un rapporto che continua con i campioni Elia Viviani, Federica Pellegrini, Sofia Goggia, Thomas Ceccon. 
«A Roma si dice “tanta roba“. Pur amando Verona, Federica ha scelto poi di sposarsi a Venezia e Elia in Friuli, ma era un atto dovuto».

Con l'Arena, Verona è città olimpica ai Giochi invernali di Milano-Cortina 2026.

«Sono molto riconoscente al gran lavoro fatto dalle autorità locali, dal presidente della regione Veneto Luca Zaia con cui condivido un lungo percorso, e dal sindaco Damiano Tommasi che conosco molto bene al contrario di tanti altri, in questa nuova carriera politica è rimasto lo stesso di prima: non è cambiato, è uguale a com’era da giocatore alle Roma. Non si è montato la testa, del resto non è nel suo carattere. Il 15 agosto giorno dell'apertura degli Europei di volley femminile, l'Arena sarà uno spot per la pallavolo, per la città e per tutto il Paese. Se si gioca a pallavolo, si potrà giocare anche a basket; vedo bene anche lo sport del tatami e del ring, per la connotazione storica la lotta e il pugilato e mi viene da pensare alla lunga tradizione veronese della scherma. Ringrazio il sovrintendente Vicenzo Tinè che ha compreso il grande valore dello sport».

 

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Cda di Milano-Cortina molto scaligero: siedono due atlete icone Federica Pellegrini e Francesca Porcellato, e il Ceo Andrea Varnier.

«Città olimpica e paraolimpica, voglio sottolineare il concetto di continuità fra i due mondi. Nei 15 giorni in cui dovremo convertire gli impianti e il perfezionare il passaggio fra Cio e Ipc, Verona vivrà una realtà più ricca che rara».

 

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La provincia è la terra dove si è formato Davide Rebellin, travolto mentre rientrava da uno dei tanti allenamenti da un pirata della strada.

«Una tragedia che fa riflettere, i dati che erano emersi su ciclisti vittime di incidenti stradali erano inferiori alla realtà, per cui faccio ammenda. Davide andava in bici non per passare un'ora all'aperto e anche se non era più un ragazzino (aveva 51 anni) si allenava per lavoro. Ho letto le dichiarazioni di sua moglie (Francoise Antonini) a cui siamo tutti vicini. Ci sono arrivate richieste di recuperare la medaglia d'argento di Pechino, per cui giustizia ordinaria e quella sportiva si dovranno confrontare. Però ci sono tanti che amano andare in bicicletta perchè fa bene ed è ecologica, e poi sono contrari alle infrastrutture per cui sulla stessa strada devono convivere campioni, auto, moto, bici e monopattini».

Cosa può fare il Coni?

«È una cosa che non dipende dal Coni, come sapete ci sono degli organismo internazionali. Cerchiamo di capire cosa si può fare, più che mai dopo quello che è successo». 

Come proseguono i lavori delle infrastrutture per Milano-Cortina 2026?

«La prua della barca è nella giusta direzione. Riconosco che oggi siamo consci delle problematiche ma faccio una premessa: non riguardano la Fondazione vale a dire il comitato organizzatore ma la società delle infrastrutture che è pubblica. Ci incontreremo a Milano con l'amministratore delegato Andrea Varnier che è un vostro concittadino e l'amministratore della società Luigi Valerio Santandrea per fare il punto della situazione». 

Anna Perlini

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