Veronesi senza barriere

Cristina Albicini trova l'oro in mare: «Vento contro e meduse, ma non ho mai mollato»

Ipovedente, ha gareggiato all'Asinara nella acque libere ai Campionati Italiani
Cristina Albicini
Cristina Albicini
Cristina Albicini
Cristina Albicini

«Avevo il vento contro e le meduse mi hanno martoriato, ne porto i segni ma non ho mollato. Ho stretto i denti nonostante il male e sono andata avanti». Ed è oro per la nuotatrice veronese Cristina Albicini, ipovedente che ha gareggiato all'Asinara, in mare. Dopo un intenso allenamento la campionessa che vive a San Bonifacio, ha partecipato alla terza tappa del Campionato italiano paralimpico della Finp (Federazione italiana nuoto paralimpico) che si è tenuto in Sardegna, ad Alghero, in acque libere e ha porta a casa l'ennesimo ottimo risultato: prima classificata.

 

I ringraziamenti di Cristina

«Le condizioni del mare erano davvero avverse e potevano mettere a rischio la competizione. Invece ce l'ho fatta» racconta Albicini che ha ripetuto l'oro dell'anno scorso nella categoria ipovedenti gravi. «Ringrazio la mia famiglia, gli amici, il mio allenatore ed anche Marcella Lugli chi gestisce le piscine a San Bonifacio per la disponibilità e sensibilità nei confronti dei portatori di handicap - prosegue - L'attenzione della titolare dà un grande contributo all'integrazione delle persone non vedenti in modo che si trovino a proprio agio nel lavorare per la preparazione atletica. Ciò non accade di frequente, troppo spesso, al contrario ci sono difficoltà, così come anche nel mio percorso di vita ho affrontato. La disponibilità, invece, cambia le cose in modo concreto e reale. La valorizzazione della disabilità, all'interno di una struttura a cui accedono sia normodotati che disabili trasforma i rapporti umani e crea benessere psicofisico, armonia nel vivere con gli altri, oltre le barriere».

 

Le tappe verso l'oro

Quando dunque all'impegno si unisce la buona volontà nel gioco di squadra non solo nello sport ma nella vita quotidiana, si sviluppano i talenti e Cristina Albicini ne è un esempio che negli ultimi due anni, prima di questo ultimo allora, ha arricchito il suo medagliere con altri oro e argento.

«Questa tappa è stata l'ultima delle tre che abbiamo effettuato - sottolinea- La prima si è tenuta a fine giugno quando ho gareggiato nella 5 km, quindi in Sicilia, al Mondello nel circuito di 3,2 km e infine questa in Sardegna in gemellaggio con la Federazione italiana nuoto paralimpico e la partecipazione di molti atleti che avevano nuotato a Roma agli europei questa estate, tra cui nomi di spicco come Gregorio Paltrinieri, che ho conosciuto».

Ripetendo dunque nella terza tappa il successo della seconda con la medaglia d'oro, la Albicini si è distinta al di là della sua problematica che la iscrive alla categoria disabili visivo sensoriali gravi.

 

Le categorie delle persone con disabilità visivo sensoriale

«La categoria delle persone con disabilità visivo sensoriale comprende tre classificazioni - precisa Albicini- la S11 completamente non vedente, la S 12 disabili visivi gravi, come me, e la S13 per chi ha un po' più di residuo. Il comitato paralimpico sta promuovendo sempre di più l'attività in acque libere sia per i ragazzi che per gli adulti e a chi mi chiede come sia nuotare a livello agonistico in mare rispondo che non è facile, occorre esperienza e preparazione. Per noi disabili visivi serve essere attaccati ad un cordino alla guida che coordina dal punto di vista dello spazio e dell'orientamento. La figura del partner accompagnatore è infatti molto importante e la sua professionalità specifica. Tanto di merito perciò a loro perchè non è facile dare indicazioni, in acqua, ad una persona che non vede ma mette in atto gli altri sensi, bisognosa delle dritte giuste nel più semplice modo possibile, per una interazione efficace. La mia è una passione che ho alimentato sia come sfida che come necessità di avere nuovi obiettivi, dopo venti anni di attività in vasca. Ora ho bisogno di stimoli nuovi ed esperienze diverse. Sono supportata dal mio allenatore Fusaro che mi segue fin dall'inizio, sia a san Bonifacio che nella piscina di Lonigo e senza di lui, che è i miei occhi in acqua, non ci sarebbe crescita personale e professionale. Mi permette di imparare e migliorare ogni giorno».

 

Il futuro

La Albicini fa parte della società Silvia Tremolada con cui può partecipare alle gare paralimpiche della Finp e si augura che tutto questo possa continuare nel migliore dei modi, come crescita, come maturazione, a livello sociale e territoriale per dare un segno visibile che l'integrazione si può fare e può portare a grandi cose

«A breve non ho gare- conclude- le prime saranno a novembre dicembre in vasca, ma sono proiettata alla stagione preestiva in acque libere. La Federazione sta organizzando iniziative a livello internazionale e a me piacerebbe lavorare tutto l'inverno e la primavera con questo obiettivo».

La Albicini ci tiene inoltre a ringraziare il gruppo Woman Triatlon di Verona di cui fa parte e mediante il quale ha trovato le guide che la i affiancano nelle competizioni in acque libere e quest'anno sono state Martina Battisti Claudia Assinelli'

Michela Pezzani