<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=336576148106696&amp;ev=PageView&amp;noscript=1">
paladina dell'inclusione

Chiara, ambasciatrice in carrozzina che sfata i luoghi comuni: «Abbattiamo tutte le barriere»

Veronese classe ’87, in carrozzina a 15 anni dopo un incidente stradale, è ambasciatrice paralimpica oltre che vicepresidente della federazione basket in carrozzina
Capitano azzurro: Chiara Coltri è anche bandiera della nazionale italiana di basket in carrozzina
Capitano azzurro: Chiara Coltri è anche bandiera della nazionale italiana di basket in carrozzina
Capitano azzurro: Chiara Coltri è anche bandiera della nazionale italiana di basket in carrozzina
Capitano azzurro: Chiara Coltri è anche bandiera della nazionale italiana di basket in carrozzina

Ambasciatrice paralimpica, vicepresidente della federazione di basket in carrozzina, capitana della squadra azzurra femminile, protagonista di uno spot che abbatte i luoghi comuni, appassionata d’arte con un lavoro al Teatro Stabile del Veneto all’interno dell’ufficio Education e Public Engagement.

Chiara Coltri, veronese classe ’87, in carrozzina a 15 anni dopo un incidente stradale, è la voce dello sport che abbatte le differenze. «Vado nelle scuole e incontro i ragazzi, mi racconto e cerco di seminare i valori del mondo paralimpico. La nomina ad ambasciatrice del Comitato Paralimpico mi ha permesso di ufficializzare questo ruolo, una vera a propria missione che affronto con responsabilità».

Per costruire una società matura e inclusiva. «I bambini sono il nostro futuro e mi piace interagire con loro, sono senza freni e abbattono le barriere, interagendo in modo semplice».

Chiara racconta di essere la capitana della squadra azzurra. «Attualmente l’attività è sospesa, anche per un problema di reclutamento. Le ragazze che giocano a basket in carrozzina non sono molte, non esiste un campionato femminile per cui giochiamo con i ragazzi, e ci sono numerose discipline che mediaticamente hanno più appeal: la scherma di Bebe Vio, l’atletica di Martina Caironi, il nuoto. Eppure il basket in carrozzina è fra gli sport di squadra più conosciuti e spettacolari al mondo e io faccio la mia parte per promuoverlo. È diventato in pochissimo tempo la mia ragione di vita».

Emozioni forti, particolari. Cosa si prova a vestire la maglia azzurra? «Temevo di non essere all’altezza, ho scoperto che mi stava benissimo addosso. Il ricordo più bello si lega all’Europeo del 2013, il legame che ha lasciato».

Leggi anche
«Il canestro mi ha ridato le emozioni»

Poi, Chiara ha iniziato a seguire anche l’aspetto politico dello sport, oggi è vicepresidente della FIpic. «Sono entrata nel consiglio federale in rappresentanza atleti grazie alle quote rosa e ho scoperto come si lavora fuori dal campo, organizzando campionati e manifestazioni. Un mondo tosto e stimolante, mi ha entusiasmato e sono stata nominata vicepresidente. Da cosa nasce cosa, e sono entrata nel comitato paralimpico».

La mente protesa sempre al futuro. I Giochi di Parigi sono alle porte, come le Parampiadi invernali Milano-Cortina 2026, anno in cui su Verona si accenderanno i riflettori mondiali con la cerimonia di apertura. «Gli organizzatori stanno coinvolgendo gli atleti che provengono da sport invernali, come Francesca Porcellato. Con la commissione atleti del Cip facciamo sentire la nostra voce, questo è il bello di essere ambasciatrice. Noi muoviamo un mondo intero, e le stazioni, gli aeroporti, gli alberghi si adeguano. Per Verona dove abitano i miei genitori, sarà una bellissima vetrina, sono orgogliosa di questa occasione di crescita, con strategie e strutture che la trasformeranno in una città del futuro».

Anna Perlini

Suggerimenti