Viaggio nella storia di San Rocco visto con lo sguardo di Quattrina

Le riprese del docufilm di Mauro Quattrina
Le riprese del docufilm di Mauro Quattrina

Il viaggio nella storia di San Rocco di Quinzano, il documentario di Mauro Vittorio Quattrina in prima visione nella chiesa nell’ambito dei festeggiamenti per il Santo di Montpellier. Nello staff Angiolino Bellè, Giuseppe de Berti e Grazia Pacella. Il docufilm rilegge il manoscritto sul santuario di don Antonio Pighi, il terziario francescano interpretato dall’attore Stefano Paiusco. Due le proiezioni in programma, il debutto sold out ieri sera, la replica questa sera alle 21.30. Per entrambe, in ottemperanza alla normativa dovuta all’emergenza sanitaria Covid-19, serve la prenotazione all’indirizzo mail: salalettura.sanrocco@gmail.com (nome, cognome, cellulare e attendere risposta affermativa). Ad organizzare la visione del docufilm è il Comitato San Rocco e con la consegna del 48esimo riconoscimento ad una associazione di volontariato, che si terrà domenica 16 alle 10, saranno gli unici eventi della tradizionale sagra che quest’anno non andrà in scena nella forma abituale. Una scelta avvenuta dopo una attenta valutazione del Comitato, «per noi molto difficile ma la più responsabile per tutelare la sicurezza di tutti i partecipanti». La nuova pellicola di Mauro Vittorio Quattrina «Io sono… la chiesa di San Rocco si racconta» è promossa dall’associazione culturale Storia Viva e segue il docufilm del 2017 con protagonista la piccola chiesa di San Rocchetto che si trova poco distante sul monte Cavro. Eretta nell’anno 844, la chiesa di San Rocco forse in origine era dedicata a sant’Alessandro. Al suo interno è presente una ricca simbologia e molti particolari sono stati riscoperti con la posa dell’illuminazione necessaria alle riprese. Regista e staff si sono anche imbattuti in un mistero rimasto insoluto: all’interno della tomba di un presbitero vissuto nel 1600, Giovan Battista Cozza, sono stati rinvenuti tre corpi, due in più. Con molta probabilità appartengono ad altri due preti sepolti prima. Il documentario con brevi scene di fiction è diretto nella fotografia da Giuseppe de Berti con scenografie e ricostruzioni di Angiolino Bellè, che impersona anche il Santo di Montpellier. Il testo di don Pighi è stato integrato per esigenze sceniche con alcuni passi inventati, frutto di un attento studio e di una appassionata ricerca storica anche di parole dimenticate nel tempo. Nell’ambito delle iniziative inserite nella tradizionale festa di San Rocco di Quinzano c’è la consegna del premio che quest’anno andrà all’associazione «Comunità dei giovani - Oltre il confine», impegnata sul territorio del Garda-Baldo-Adige in sinergia con altre associazioni, comuni e parrocchie nella raccolta e distribuzione alimentare, nel trovare soluzioni abitative per persone senza casa, nella ricerca e inserimento nel mondo del lavoro. La medaglia d’oro e una pergamena, come da statuto, sono conferite a una persona o associazione che «si sia distinta nel soccorrere in ogni forma e con ogni mezzo i malati e quanti soffrono nel corpo e nello spirito per cause di mali fisici o dedichi gratuitamente la propria opera in favore dei sofferenti, anche nella ricerca medico-scientifica». •

M.C.