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Al teatro Filarmonico

Cinque volte Mannino, la comica siciliana alla conquista di Verona

«Il giaguaro mi guarda storto» andrà in scena dal 2 al 6 ottobre. Biglietti in vendita: «Torno qui piena di desideri»
Teresa Mannino sarà al Filarmonico dal 2 al 6 ottobre
Teresa Mannino sarà al Filarmonico dal 2 al 6 ottobre
Teresa Mannino sarà al Filarmonico dal 2 al 6 ottobre
Teresa Mannino sarà al Filarmonico dal 2 al 6 ottobre

Che il rapporto fra Sanremo e Verona quest’anno sia consolidato ormai è un dato di fatto. Ma dopo una lunga lista di cantanti (Annalisa, Irama, Gazzelle, Il Volo) in città arriverà anche Teresa Mannino.

La comica siciliana, infatti, aveva condotto la terza serata del Festival e ora è pronta anche per prendersi il teatro Filarmonico. Cinque date, dal 2 al 6 ottobre, con lo spettacolo «Il giaguaro mi guarda storto». Saranno le uniche cinque date in tutto il Triveneto. I biglietti sono già in vendita su Boxoffice. Dal 2 al 5 ottobre la Mannino sarà sul palcoscenico alle 21, domenica 6, invece, l’esibizione è anticipata al pomeriggio, alle 17. 

Lo spettacolo 

«Il giaguaro mi guarda storto», scritto da Teresa Mannino con Giovanna Donini, in collaborazione con Maria Nadotti, è brioso e vivace (potrebbe essere altrimenti?), ambientato tra gigantesche bolle di sapone colorate nella scena di Maria Spazzi. 
Parla di donne, di «animali umani», del futuro nel pianeta, di timori generalizzati che aprono alla speranza seguendo il fil rouge del desiderio.

«Ritorno piena di desideri, racconti e interrogativi. Il primo desiderio è quello di ritrovarvi, scambiare sguardi con ogni spettatrice e con ogni spettatore seduto in platea dalla prima all’ultima fila, nessuno escluso, per scoprire chi siamo diventati dopo questa assenza epocale», spiega l’artista.

Che poi si sofferma un po’ su quello che si vedrà sotto i riflettori del Filarmonico: «Dai racconti d’infanzia alla difficile relazione che abbiamo con l’attesa, dalla perplessità nei confronti degli animali umani alla stima per le formiche, il filo conduttore sarà il desiderio, stupore vitale che accende sogni, infuoca cuori e libera movimento. Durante il nostro incontro si potrà danzare, guardare in silenzio, fare domande o dare risposte. Potrete anche chiudere gli occhi, ascoltare le mie parole come fossero una ninna nanna e addormentarvi, l’importante è non smettere di sognare e tenere gli occhi ben aperti una volta fuori dal teatro», conclude. 

La carriera

Autrice e attrice comica, lo sguardo della Mannino è l’osservazione e il racconto del mondo fatto di piccole cose e grandi temi. I suoi monologhi sono rigorosamente autobiografici, ma mai narcisistici.  La «battaglia», sia di dialetti che usanze, creano gag di una tipica siciliana trapiantata al nord. Il suo sguardo lucido e disincantato sul rapporto che lega gli uomini alle donne (o le donne agli uomini?), le madri alle figlie, restituiscono una delle fotografie a più alta definizione dell’Italia contemporanea. 

La sua è una carriera infinita lungo la quale ha portato sul palco - con ironia graffiante e un’acuta intelligenza - una rara capacità di improvvisazione.  Tante le apparizioni sul grande schermo (l’ultimo «Io e mio fratello» con la regia di Luca Lucini). Così come quelle in televisione dove ha lavorato a Zelig, ma anche con Checco Zalone, oltre a Sanremo. Innumerevoli, infine, gli spettacoli a teatro su e giù per tutta l’Italia. 

Nicolò Vincenzi

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