<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=336576148106696&amp;ev=PageView&amp;noscript=1">
La novità

Verona riavrà il Corpo di ballo, da condividere con Venezia e Trieste. L'annuncio al Ministero

La novità sarà introdotta con il nuovo Codice dello Spettacolo. Mazzi: «L'idea è di creare compagnie di ballo a cavallo di più Fondazioni». Novità anche per contributi al settore e indennità ai lavoratori
La sala prove del ballo della Fondazione Arena (foto archivio)
La sala prove del ballo della Fondazione Arena (foto archivio)
La sala prove del ballo della Fondazione Arena (foto archivio)
La sala prove del ballo della Fondazione Arena (foto archivio)

Verona riavrà il Corpo di ballo, che era stato cancellato nel 2017. La novità è stata annunciata oggi al Ministero della cultura, durante l'incontro con artisti e operatori della danza, in vista del nuovo Codice dello spettacolo che il Mic intende varare.

«Due nuovi corpi di ballo tra le Fondazioni lirico sinfoniche», ha annunciato il ministro Gennaro Sangiuliano con il sottosegretario Gianmarco Mazzi. «Per noi il settore danza è molto importante - spiega il ministro -. Nostro obiettivo, oltre a mettere a tiro il sistema, è la creazione di due nuovi corpi di ballo presso le fondazioni lirico sinfoniche».  L'idea, spiega Mazzi, «è metterli a cavallo di alcune fondazioni. Stiamo pensando Firenze-Bologna e Verona-Venezia con una diramazione su Trieste».

Tra le altre novità, anche una «rivalutazione del sistema dei finanziamenti» allo spettacolo, alle tutele per i lavoratori, una maggiore connessione tra Mic e Miur per la formazione e anche il «cambio di nome delle Fondazioni, chiesto dagli operatori, che diventerebbero Fondazioni lirico sinfoniche della danza o del balletto, come suggerisce Roberto Bolle - dice Mazzi -. Anche perché il balletto è una componente fondamentale delle Fondazioni lirico sinfoniche. Anzi, spesso dico ai sovrintendenti di utilizzarlo, perché secondo me è un passo di avvicinamento di un certo pubblico che poi può arrivare all'Opera».

Un accento è stato posto sul sistema di finanziamento e le disparità tra settori. Il cinema ha avuto un'escalation negli anni quasi clamorosa: nel 2016, tra fondi diretti e tax credit, era finanziato per 150 milioni, ora siamo a 750. Tutto il resto dello spettacolo ha 423 milioni, dei quali 200 vanno alle fondazioni lirico sinfoniche e non sono sufficienti per sostenerle anche a livello internazionale. A teatro, danza e spettacolo viaggiante restano meno che le briciole. Tra le altre novità, «stiamo vedendo se possiamo migliorare ulteriormente anche l'indennità di discontinuità» per i lavoratori del settore. E poi una maggiore connessione tra Mic e Miur per la formazione».

Quanto ai tempi, «il 27 marzo chiuderemo questi quattro giorni di incontri, però cominciamo a finalizzare da subito il testo. Per i primi di maggio dovremmo avere quello definitivo, sempre insieme alle categorie. A quel punto viene fatto un primo passaggio in Consiglio dei Ministri e poi da lì c'è tutto un iter legislativo che si dovrebbe completare entro la fine di luglio, tenendo conto che per legge noi abbiamo tempo fino al 18 agosto. Quindi la conclusione dovrebbe essere tra la fine di luglio i primi di agosto», annuncia il sottosegretario.

Daniela Bruna Adami

Suggerimenti