<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=336576148106696&amp;ev=PageView&amp;noscript=1">
L'intervista

Fabio Concato al Filarmonico: «La mia domenica? Rimane sempre bestiale»

di Nicolò Vincenzi
«In alcuni momenti ho amato poco quel brano, poi mi sono accorto che è la mia canzone per antonomasia: popolare, sa parlare a tutti»
Musico Ambulante   Fabio Concato arriva stasera al Filarmonico con il suo tour
Musico Ambulante Fabio Concato arriva stasera al Filarmonico con il suo tour
Musico Ambulante   Fabio Concato arriva stasera al Filarmonico con il suo tour
Musico Ambulante Fabio Concato arriva stasera al Filarmonico con il suo tour

«La mia domenica bestiale? Adesso non mi sveglio più alle sei per portare la fidanzatina al lago. Ma sono sempre aperto a nuove cose, quello sì». Fabio Concato, quarant’anni dopo l’uscita di «Domenica Bestiale», sta portando il suo tour, «Musico Ambulante», su e giù per l’Italia e stasera  - 27 febbraio - sarà al Filarmonico. Con lui sul palco ci saranno Ornella D’Urbano agli arrangiamenti, al piano e alle tastiere, Stefano Casali al basso, Larry Tomassini alle chitarre e Gabriele Palazzi alla batteria.

Concato, che concerto dobbiamo aspettarci?
Sarà la solita cosa, ma nel senso buono. Non ci sono effetti speciali, non li amavano nemmeno quando ero in classifica. C’è tanta musica e qualche chiacchiera. Si sorride, si riflette. Ma soprattutto c’è molta voglia di stare insieme.

Torna spesso a Verona. Ha un legame speciale con la città…
Deriva dal fatto che mia nonna era di Verona, viveva in centro. Una donna simpaticissima oltre ad essere una grande artista. Quindi quando torno a Verona, un po’ mi sento sempre a casa.

Cos'è una domenica bestiale? E la sua, quarant’anni dopo quella canzone?
Dev’essere più o meno come quella della canzone. Il piacere di stare insieme ad un altra persona, accorgersi che ci si sta innamorando. Poi se si riesce a trovare una trattoriaccia tanto meglio. Per me, oggi, la domenica bestiale è un’altra cosa perché l’età è molto diversa. Il cuore resta aperto a tutte le esperienze umane, però non mi alzo più alle sei per andare a prendere la fidanzatina ed andare al lago, ecco.

Che rapporto ha con quel brano?
Ci sono stati momenti un cui l’ho amato poco, confesso. Continuavo a cantarlo e continuavano a richiedermelo. Si arriva ad un punto in cui pensi: adesso per una tournée non la faccio e mi disintossico. Poi però la gente ti aspetta fuori alla fine del concerto. A parte quel periodo, mi sono accorto che è la mia canzone per antonomasia perché ha tutti gli ingredienti per essere una buona canzone popolare che possa restare nel tempo.

C’è stato un momento più intenso di altri in questi quarant’anni?
Uno, che non scorderò mai, è stato quando ero in Toscana e ho finito di scrivere Gigi. Una canzone per mio padre. Lì mi sono emozionato da solo e mi sono detto che sarebbe stata la canzone della mia vita. Mi sono fatto i complimenti.

Altri istanti?
Uno delizioso è stato quando ho mangiato per la prima volta con Lucio Dalla vicino a San Luca. E quando ho conosciuto Pino Daniele. Sono stati da sempre i miei miti personali italiani.

Ha progetti?
Sto scrivendo. Ma se dovessi dire quando pubblicherò, come e con chi, al momento, non saprei. Magari è un vinile, magari digitale. Comunque quando mi prende la voglia scrivo, anche se adesso, confesso, mi piace un po’ meno farlo. Poi penso se a qualcuno interessi ancora… mi dico di sì, però vengono certi pensieracci. E in Italia quando arrivi a cinquant’anni non ti guarda più nessuno, o meglio difficilmente hai il successo di prima.

Ha visto Sanremo? C’è troppa attenzione alla performance rispetto alla canzone?
Si. Sarebbe bello che qualcuno si prendesse la responsabilità di quello che succede sul palco. Vedere Blanco prendere a calci i fiori è stato un brutto spettacolo, sembrava un bambino capriccioso. Comunque c’erano anche delle canzoni di qualità, Amadeus se la cava bene. Non credo che ci siano state canzoni che possano durare nel tempo. Oggi viene tutto polverizzato..•.

Suggerimenti