«Solo un’ora vi vorrei» Brignano porta in Arena aneddoti, gag e ricordi

Enrico Brignano Il comico romano sarà questa sera in Arena con «Solo un’ora vi vorrei»
Enrico Brignano Il comico romano sarà questa sera in Arena con «Solo un’ora vi vorrei»
Enrico Brignano Il comico romano sarà questa sera in Arena con «Solo un’ora vi vorrei»
Enrico Brignano Il comico romano sarà questa sera in Arena con «Solo un’ora vi vorrei»

Quanto tempo è, in fin dei conti, un’ora? Fosse anche un’ora e mezza? Ruota attorno a questa domanda lo spettacolo di stasera, in Arena, del comico e attore romano Enrico Brignano. Ma se di tempistiche si deve parlare, allora, non si può non aggiungere un «finalmente». Sì perché lo show di Brignano sarebbe dovuto andare in scena ancora più di due mesi fa, il 7 giugno. Poi, invece, era stato riprogrammato e fissato nuovamente. Ma ora è arrivato, tanto per cambiare, il tempo giusto. Reduce da una trionfale tournée invernale nei palazzetti dello sport di tutta Italia Brigano quest’estate si è esibito di nuovo lungo tutto lo stivale. Il suo «Solo un’ora vi vorrei», titolo emblematico ma esplicativo del momento, finirà proprio stasera in anfiteatro. Il tour era iniziato a Castiglioncello il 21 agosto e trova adesso, in Arena, il coronamento che ha il sapore di ripartenza. E’ attorno al periodo che stiamo vivendo, concentrandosi maggiormente su mesi più duri della pandemia, che si avvita «Solo un’ora vi vorrei», esortazione di Brignano al suo pubblico. Alla gente, che possa tornare ad affollare sedie, platee e gradoni. Lo show sarà una passeggiata nel tempo fra il passato dell’attore, i ricordi e le nuove proposte per il futuro. Saltellando abilmente fra i minuti che scorrono Brignano nel suo fiume di parole cerca di concentrare tutto quanto in un’ora e mezza. Perché allora si chiama «Solo un’ora vi vorrei»? Domanda che sorge spontanea. E la risposta è ancora più limpida e la dà lo stesso attore: «La mezz’ora accademica non ce la mettiamo?». C’è poi quel condizionale a creare spaccatura fra la volontà e il mondo reale. «Vi vorrei», infatti, è un desiderio profondo nato quando l’Italia, il pubblico, i teatri erano chiusi, sigillatati per far fronte alla pandemia. Ecco allora sì, sarebbe bastata anche solo un’ora insieme - in quel momento aria e ossigeno infinito – per respirare. Adesso è il momento di godersi quella brezza che solo uno spettacolo dal vivo, per di più in Arena, con il pubblico può donare. Uno spettacolo, e lo ha ripetuto lo stesso Brignano in più di una occasione, alla ricerca dichiarata della spensieratezza. Uno show che possa far divertire, ma anche far dimenticare, usando uno degli strumenti più potenti che ci siano, l’ironia. «Ruit hora, dicevano i latini, il tempo fugge, facciamo eco noi oggi», spiega Brignano. «Che poi, che avrà da fare il tempo, con tutta questa fretta? E come mai, se il tempo va così veloce, quando stiamo al semaforo non passa mai? L’attesa del piacere è essa stessa piacere, sosteneva Oscar Wilde. In effetti, Oscar ha ragione», continua, «perché quando sei sotto al sole alla fermata dell’autobus, ti fanno male i piedi, non ci sono panchine, è ora di pranzo e non hai neanche un pacchetto di crackers. E tornare a casa sarebbe esso stesso un piacere. Lì l’attesa del piacere, per piacere, si capisce che è un piacere, no? Mi sa che le teorie di Oscar Wilde vanno un po’ riviste», è l’assaggio di quanto si vedrà stasera in Arena. •.

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