Stasera all'anfiteatro

Niccolò Fabi: «Prima le cantine, poi i successi. In Arena con le mie due anime»

L'artista ha scelto Verona come tappa per celebrare i 25 anni di carriera. Tra l’iconica «Capelli» e le sue canzoni più famose anche l’orchestra e i vecchi compagni
Data unica. Niccolò Fabi è pronto per lo show in Arena
Data unica. Niccolò Fabi è pronto per lo show in Arena
Data unica. Niccolò Fabi è pronto per lo show in Arena
Data unica. Niccolò Fabi è pronto per lo show in Arena

Un evento atteso a lungo. Dai suoi fan, ma anche da lui stesso. Perché 25 anni di carriera son o una tappa troppo importante per non essere celebrata a dovere. Niccolò Fabi ha scelto l’Arena dove si esibirà stasera, domenica 2 ottobre, per rivivere insieme al suo pubblico una carriera fatta di canzoni, musica e parole.

Per l’unico concerto del 2022, il cantautore romano di «Capelli» sarà per la prima volta da solo protagonista sul palco dell’anfiteatro veronese, accompagnato – per una parte dello spettacolo dal maestro Enrico Melozzi e dalla sua Orchestra Notturna Clandestina, con cui darà nuova veste ad alcune canzoni e presenterà live il brano «Andare cltre». Sul palco anche Roberto Angelini, da sempre suo compagno di musica, e il batterista Filippo Cornaglia.
 

Fabi, cosa significa per lei arrivare in Arena con un concerto tutto suo?
L’Arena è un luogo simbolo non certo solo per me ma per qualsiasi artista, è una tappa importante nella carriera di chi fa questa mestiere. Forse lo è ancora di più quando arriva dopo 25 anni di attività per la prima volta, almeno da solo: io ho suonato in tanti contesti, dai club più piccoli ai grandi teatri, in un posto così mai. Penso di arrivarci preparato bene, non solo come un sogno che si avvera magari al secondo anno di carriera dopo un disco andato bene, ma dopo un lungo percorso di crescita, formazione e realizzazione, sono partito dai locali 40 anni fa e ora sono qui in questo tempio della musica.

Com’è cambiato Niccolò Fabi dopo tutto questo tempo?
Sono cambiato tantissimo, in meglio. Avevo vissuto in maniera traumatica il passaggio dal fare musica nelle cantine e nei locali dei primi 10 o 15 anni alla nascita del personaggio Niccolò Fabi, è stato un impatto forte ovviamente poi con tantissimi aspetti positivi. Non era facile gestire quella popolarità ed essere diventato un po’ un cantante da tv, poi pian piano sono riuscito a svincolarmi da quell’immagine. Adesso forse sono riuscito a mettere insieme i due piani, il ragazzo che suonava chitarra e batteria nelle cantine con l’artista affermato e conosciuto, in Arena ci saranno entrambe le due anime.

La prima volta da solo in Arena, cosa si aspetta?
Avevo cantato sul quel palco anche al Festivalbar, poi avevo aperto il concerto di Sting nel 2000 mentre nel 2015 ,mi ero esibito assieme a Max Gazzè e Daniele Silvestri. Cantare da solo è un’altra cosa, un concerto tutto mio in Arena ha un’importanza pratica e un valore simbolico enorme.

Da una parte ci sarà il suo sound più intimo, dall’altra invece sarà accompagnato dall’orchestra, cosa dobbiamo aspettarci?
Non ho mai fatto un concerto anche con l’orchestra perchè non ne avevo mai avuto l’occasione, avrà un ruolo comunque molto importante all’interno dello spettacolo. Temevo rendesse troppo retorico del materiale già sentimentale, e poi io ho un approccio più rock da cantine e locali, anche se in famiglia dalla parte di papà sono tutti musicisti classici. Volevo aggiungere qualcosa di bello da regalare al mio pubblico, credo di esserci riuscito con il grande lavoro fatto assieme ad Enrico Melozzi.

In un mondo dominato dal web e dallo streaming anche per quanto riguarda la scena musicale, lei sembra un artista di altri tempi, come si pone di fronte al dominio della tecnologia?
Tutte le rivoluzione tecnologiche hanno trasformato l’arte, anche modificandone il contenuto. Ci sono molte nuove proposte musicali legate alla tecnologia, che se da una parte dà opportunità dall’altra ne mortifica altre, con un ascolto più veloce e quasi compulsivo. Sul web a volte le canzoni vengono ascoltate per pochi secondi, mentre invece magari si sente il bisogno di ritagliarsi un tempo più lungo per farsi cullare e accompagnare e da suoni e parole.

Ci sarà spazio anche per la sua ultima canzone «Andare oltre», che brano è?
È una canzone che nasce anche come anticipazione dell’incontro in Arena, con largo uso dell’orchestra. Diciamo che si tratta di un piccolo regalo per il mio pubblico che sarà con me tra pochi giorni a Verona..

Luca Mazzara