Uno show speciale

La magia di Mika abbraccia l'Arena. Ed è una grande festa

È l’unica data in cui il cantante si è esibito dopo aver rinviato il tour
Mika in Arena (foto Brenzoni)
Mika in Arena (foto Brenzoni)
MIKA live Verona 19.9.22

Chiudendo gli occhi sarebbe sembrato di essere nel mezzo di un incantesimo fantastico. Ma imporsi di non guardare un concerto di Mika è un’impresa impossibile. Oltre ad un vero peccato. La data di ieri in Arena dell’artista conosciuto in tutto il mondo è stata davvero speciale. E quindi irripetibile. L’unica del tour rinviato.

«Il concerto di fine estate» è un tripudio di colori. Di magia. Mika l'aveva chiesto qualche giorno prima del live: «Vestitevi come se andaste ad una festa». E alcuni fan l’hanno preso in parola. Qualcuno pure troppo tra abiti illuminati, nel vero senso della parola, e paillettes. Un'esplosione di adrenalina. Un'altalena di emozioni che Mika riesce a far andare su e giù come pochi altri. Con una voce e una forza straordinaria.

La prima è Lollipop ed è già un modo per incanalare la serata su binari che vanno dritti a quella festa che il trentanovenne nato a Beirut aveva chiesto. Ma prima di cantare, arrampicato sul pianoforte piazzato nel mezzo del palco, dice: «Dovevamo fare questo concerto tre anni fa. Ed io sono stato qui tutto il tempo ad aspettarvi, dentro al piano come Biancaneve. Aspettando il mio principe che non è ancora arrivato. Comunque se volete svegliarmi, baciatemi». E solo in quel momento è davvero tempo di Lollipop.

Un coro sul palchetto reale

Nel frattempo, sul palchetto reale, si è già piazzato il coro che duetta con lui. Poi arriva Origin ed è già ora di spogliarsi per Mika: «Benvenuti all’Arena, siamo in uno dei posti più belli al mondo anche se qui, sono quasi sicuro che qualcuno è stato pure ammazzato». Ride e scherza, anche quando non riesce a dire «Tachipirina». La sua gente lo segue in tutto. S’innamora, si muove, canta più che può. Poi arriva Big Girl (qui cambia già abito, tutto in rosa). «Rosa è il colore di questa notte», sussurra. Mika balla, parla di Romeo e Giulietta e dell'opera. Fa un viaggio lungo e incredibile.

Mika in Arena (Vincenzi)

Un bagno tra la gente, Mika tra il pubblico in gradinata

Si aggira tra il pubblico si siede tra la gente, abbraccia l’Arena fin su in gradinata. Ovunque. È un concerto frutto dell’attesa che poi esplode. Ma quell'aspettare, alla fine, viene ampiamente ripagato. Sotto i riflettori ci sono la band e quel pianoforte nel mezzo che si illumina e che per qualche minuto diventa la casa di Mika. Un’astronave verso un universo fatato che forse esiste solo dove c’è lui. Il pubblico regala lo spettacolo nello spettacolo: durante Good guys si alzano migliaia di cartelli bianchi con la scritta «Good boy». Perchè lui lo è davvero un good boy. Il trio Underwater, Happy Ending e Rain sono colpi all'anima. Secchi, ma dolci. We are golden dà solo l'illusione della fine della magia. Dell’incantesimo. Ma l'Arena non può essere soddisfatta così. Con Love today Mika rientra prima di concedere i bis. L'anfiteatro si svuota, il cuore è stracolmo d'amore. E rimane il ricordo di una serata magica.

Nicolò Vincenzi