Ramazzotti live per altre tre serate

Tutto l'Eros che vuoi, una carriera sul palco. E l'Arena diventa un karaoke

L'artista si è esibito nel primo dei quattro concerti. Si replica stasera, venerdì e sabato
Eros Ramazzotti in Arena (Vincenzi)

Quattro sere e la prima è già volata via. Una sorta di battesimo. Ma per uno come lui, abituato ai grandi palchi in giro per tutto il mondo, l'Arena di ieri poteva sembrare un concerto non diverso dagli altri. Un qualcosa di già vissuto. E invece no, tutt'altro.

Anche per Eros Ramazzotti il «peso» dell'anfiteatro si fa sentire. Non potrebbe essere altrimenti quando davanti ti trovi quasi dodicimila fan che ti aspettano da chissà quanto tempo. Che hanno atteso quel momento come se non esistesse nient'altro. E allora ogni volta è un'emozione («per sempre»?) nuova. Un sentirsi, davvero, nel tempio della musica. «Ciao Verona, sei bellissima! Finalmente siamo qui, era tanto. Sono davvero felice per tutti noi, per chiunque fa la musica che arriva al cuore. Grazie che siete qui», le prime parole.

Eros, «imperatore» in Arena

Il World Tour Premier, iniziato qualche giorno fa a Siviglia, è sbarcato a Verona dove resterà per altri tre giorni: stasera, venerdì e sabato si replica. Il romano Eros è il re dell'anfiteatro. Anzi, l'imperatore. Un mestiere che sa fare bene, senza esitazioni dall'alto di trentacinque anni di carriera e oltre settanta milioni di dischi venduti.

La notorietà del cantautore cinquantottenne scavalca i confini, oltrepassa l'oceano. Bastava ascoltare le lingue di ieri sera: inglese, tedesco, spagnolo. Oltre alle tante cadenze che raccontavano di viaggi da tutte le regioni dello stivale verso Verona. Un mix fantastico che parla, in fondo, sempre la stessa lingua. È la bellezza della musica. E Ramazzotti riesce ad incarnarla davvero alla perfezione. Il suo popolo fa fatica a trattenersi. Pochi minuti prima che le luci di servizio si abbassino iniziano già i cori. Comincia la magia con un intro elettronico che ha il «semplice» compito di far aumentare l'attesa. Un battito di cuore a ritmo e Eros si presenta, giacca (che durerà poco) e maglietta nera.

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Il nuovo album e la "dedica" alla figlia Aurora

La prima è «Battito infinito». C'era attesa anche per questo: la prima volta dal vivo delle canzoni dell'ultimo album aspettato dai fan da quattro anni. Parte così, come a disegnare un ponte fra presente e passato. Durante le oltre due ore di show, passa dai pezzi di repertorio, quelli che hanno segnato generazioni, alle novità. L'Arena balla e canta a squarciagola. All'inizio sui megaschermi, passa anche un video di Aurora, sua figlia, presente ieri sera.

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Poi tocca a «Ama», «Sono» e «Dove c'è musica». Aprono la strada a «Un'emozione per sempre», «Più che puoi» e «Stella gemella». Eros si coccola la sua gente, si avvicina alla platea, abbraccia il pubblico, si fa le foto. Nella notte veronese le canta praticamente tutte. «Una storia importante», «Adesso tu», «Una terra promessa». E quindi «Fuoco nel fuoco», l'omaggio a Morricone con «Ogni volta che respiro». Dopo «Musica è» sembra la fine, ma è un'illusione. Le ultime sono carezze all'anima: «Cose della vita» e «Più bella cosa». È la buonanotte. La prima di quattro. 

Nicolò Vincenzi