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Dal 10 al 24 aprile

«Non è mai troppo tardi», una mostra sul maestro Alberto Manzi

di Chiara Bazzanella
Il maestro Alberto Manzi in Rai con «Non è mai troppo tardi»
Il maestro Alberto Manzi in Rai con «Non è mai troppo tardi»
Il maestro Alberto Manzi in Rai con «Non è mai troppo tardi»
Il maestro Alberto Manzi in Rai con «Non è mai troppo tardi»

Alberto Manzi, l’avventura di un maestro. Questo il titolo della mostra biografica che sarà inaugurata domani, 10 aprile, al Centro Culturale di via Mantovana, in occasione del centenario della nascita di una figura iconica nel panorama dell'istruzione italiana.

L’appuntamento è alle 18, con un intervento intitolato “Alberto Manzi tra scuola democratica ed educazione emancipatrice” a cura di Daria Gabusi, docente di Storia della Pedagogia dell’Educazione all’Università degli studi di Verona.

La mostra, promossa dall’associazione Le Fate, resterà poi aperta fino al 24 aprile, il lunedì, il mercoledì e il venerdì dalle 9 alle 12 e il mercoledì anche dalle 16 alle 20.

Venerdì, inoltre, alle 16.30 l’associazione proporrà un laboratorio gratuito per bambini dal titolo “Non è mai troppo tardi”, che prevede la creazione di taccuini con diversi tipi di rilegatura. 

La mostra – realizzata in collaborazione con il Centro Alberto Manzi con il contributo di Fondazione Cariverona e inserita nell’ambito delle attività previste del patto di sussidiarietà con il Comune di Verona -  rappresenta un'occasione unica per esplorare la vita e l'eredità dell’illustre educatore. 

Chi era

Manzi è stato un insegnante, scrittore e personaggio televisivo amato in tutta Italia. Nato nel 1924, è rimasto impresso nell'immaginario collettivo come il volto gentile e sapiente di "Non è mai troppo tardi", il celebre programma televisivo che ha educato e ispirato generazioni di italiani. La sua missione era quella di portare l'istruzione a tutti e tutte, indipendentemente dalla loro provenienza o situazione sociale. La mostra biografica si sviluppa su 20 teli verticali, e ripercorre la parabola umana e professionale del maestro. 

Foto e descrizioni raccontano il percorso di lavoro e di studio del “Maestro della TV” che nel 1981 venne sospeso dall’insegnamento per essersi rifiutato di compilare le schede di valutazione degli alunni richieste dal Ministero. Un obbligo da lui ritenuto avverso agli interessi del fanciullo. Risponderà sostituendo ai voti un timbro: “Fa quel che può, quel che non può non fa”. 

La mostra è integrata anche da 12 illustrazioni del pittore Alessandro Sanna per riflettere sull'eredità del pensiero pedagogico e sull’universo narrativo del maestro Alberto Manzi reinterpretato in chiave contemporanea. Oltre a celebrare il passato, l’esposizione si propone di diffondere il messaggio sempre attuale di Manzi riguardo all'importanza dell'istruzione e della perseveranza. 

Oggi l’Italia è cambiate e ci sono di nuovo persone che hanno bisogno di capire e di farsi capire e che hanno, come necessità primaria, quella di sapere l’italiano. Alla fine della sua carriera aveva colto l’importanza di questo aspetto così importante e sentito. Le Fate proprio nel Centro Culturale 6 Maggio, propongono percorsi di alfabetizzazione e insegnamento dell’italiano con un laboratorio pratico al femminile, un doposcuola per bambini, i corsi di italiano in collaborazione con il Cpia, e un corso al femminile con volontarie del Cestim. Percorsi gratuiti che vedono coinvolte centinaia di famiglie di Santa Lucia e Golosine, una richiesta in continuo aumento e che avrebbe bisogno di maggiori risorse per essere completamente soddisfatta.

Per ulteriori informazioni, contattare l’Associazione Le Fate ets all'indirizzo email centroculturale@lefate.org 

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