Pittura

Le nature morte di «Sbav» in mostra a San Pietro Incarnario

I quadri di Sbav
I quadri di Sbav

C'è tempo fino al 23 settembre per visitare la galleria di dipinti, foto e sculture, intitolata "La natura morta nelle opere Sbav", esposta nella chiesa di San Pietro Incarnario, a due passi dalla Bra', tutti i giorni dalle 10 alle 12 e dalle 16 alle 19. Il termine natura morta fu coniato in ambito Accademici, nel 1700, con un significato spregiativo, per indicare un genere pittorico rappresentativo per lo più di oggetti inanimati. Salvo poi assumere un significato sempre più suggestivo e multivoco. Come quello in cui hanno provato a rileggerla i 40 artisti della Società Belle Arti di Verona (presieduta dal prof. Gianni Lollis) cimentatisi nel tema: dalla natura morta in stile figurativo Il vaso di fiori e sveglia di Graziano Peretti, al Festival delle mele di Alberto Veronesi, alle Le foglie d'autunno di Anna Maria Rosiello.

Curioso anche lo sguardo "metafisico" di Francesco Luigi Di Cesare, un canestro che al posto della classica frutta, accoglie un pressoché inquietante teschio, a indicare la fragilità della vita. Particolari, poi, la Composizione di Luciano Padovani, composta da tasselli evocativi delle vetrate di antiche cattedrali, l'Iris e conchiglie di Ugo Frigo, caratterizzato da una linea netta e un colore deciso, in dialogo con la delicatezza dei toni pastello, le coloratissime stoviglie di Graziella Lizzari, di stampo iperrealista. E fra gli altri pregevoli lavori, gli ortaggi immortalati dall'obiettivo di Mara Balabio, il Nodo (sempre fotografia) di Beppe Castellani, e il Monumento alla castagna , scultura di Gino Bonamini.

L'ingresso è gratuito.

Francesca Saglimbeni