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Fino al 16 giugno

Il Paradiso di Dante tra immagini della Nasa a Castel San Pietro

di Francesca Saglimbeni
Aperta fino al 16 giugno, a Castel San Pietro, la mostra «Il mio Paradiso. Dante profeta di speranza»
La presentazione della mostra
La presentazione della mostra
Paradiso(saglimbeni)

Castel San Pietro come l’Empireo. Non poteva esserci location più evocativa per ospitare «Il mio Paradiso. Dante profeta di speranza», terza tappa del percorso multimediale ideato dall’Associazione Rivela nel 2022, al fine di avvicinare le giovani generazioni al poema dantesco con uno sguardo nuovo, limpido, ma soprattutto attuale.

E uno sguardo rinnovato, a tratti commosso, è stato anche quello del folto pubblico che ieri  mattina (19 aprile) ha partecipato al taglio del nastro della mostra, eccezionalmente guidata dai coautori del progetto, vale a dire il pedagogista Franco Nembrini e l’illustratore Gabriele Dell’Otto, e da alcuni studenti (Sara e Davide) del triennio delle scuole secondarie di secondo grado scaligere, inseriti nei Percorsi per le Competenze Trasversali e per l’Orientamento.

Un viaggio dal Paradiso terreste all’Empireo - passando per i nove Cieli insieme a Dante e Beatrice - e ancora oltre, fino a quell’“amor che move il Sole e l’altre stelle” (Canto XXXIII, Paradiso) che ci è sembrato quasi di poter toccare, grazie alle proiezioni, video e immagini provenienti direttamente dalla NASA e da altre agenzie spaziali internazionali, concesse in via esclusiva per questa mostra. Incredibile la visione dello scampolo di universo nel quale, già dall’al di qua, ci è dato di poter scorgere gli astri nascenti dentro la Nebulosa della Carena o il resto dell’esplosione di una “supernova” osservata nel 1054 (Nebulosa del Granchio) rispettivamente ripresi dai telescopi spaziali James Webb e Hubble, e qui illuminate altresì dalla bellezza della musica sprigionata da un brano appositamente scritto da Anna Benedetti e Gianluca Anselmi.

Affascinante approdo di un cammino scandito da 33 illustrazioni corredate dai commenti di Nembrini, abbinati ai quesiti esistenziali suggeriti anche dai giovani collaboratori dell’allestimento, e le tele di Dell’otto, fedele – pur nella sua sottile interpretazione personale - alle terzine dantesche anche nella scelta cromatica.

«È lo stesso Dante a descrivere per filo e per segno i colori dei Pianeti (la Luna argentea, il colore cangiante di Mercurio, il blu di Saturno) – svela il l’artista romano - incredibilmente corrispondenti a quanto successivamente è stato possibile riscontrare». A impreziosire il percorso sono i cortometraggi realizzati da Mosaiko su testi di monsignor Martino Signoretto, in cui attori e attrici professioniste danno voce alle figure di Beatrice, San Francesco (che in un flashback che riporta alla condizione terrena del santo e della sua scelta, la povertà per incontrare Dio) e lo stesso Sommo Poeta. 

La mostra è aperta fino al 16 giugno 2024 dalle 8.45 alle 12.00 e dalle 14.30 alle 19.00, tutti i giorni dal lunedì alla domenica.

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