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LA RASSEGNA

«Così è, se vi pare...». Eros Pagni al Teatro Nuovo

Protagonisti Eros Pagni e Anita Bartolucci. In scena anche questa sera e in replica fino a sabato 28. Giovedì 26 invece l'incontro con gli attori.
Torna in Grande Teatro. Una scena di «Così è, se vi pare» di Luigi Pirandello con Eros Pagni. Debutterà al Nuovo martedì sera
Torna in Grande Teatro. Una scena di «Così è, se vi pare» di Luigi Pirandello con Eros Pagni. Debutterà al Nuovo martedì sera
Torna in Grande Teatro. Una scena di «Così è, se vi pare» di Luigi Pirandello con Eros Pagni. Debutterà al Nuovo martedì sera
Torna in Grande Teatro. Una scena di «Così è, se vi pare» di Luigi Pirandello con Eros Pagni. Debutterà al Nuovo martedì sera

Torna il Grande Teatro al Nuovo. E va in scena la follia – presunta o vera che sia – di «Così è, se vi pare», protagonisti Eros Pagni e Anita Bartolucci. Dopo il grande successo di «Mine vaganti», «Pa’» e «Sogno di una notte di mezza estate», i tre spettacoli in programma nel 2022, continua la rassegna organizzata dal Comune di Verona in collaborazione con il Teatro Stabile di Verona con un capolavoro di Luigi Pirandello firmato alla regia da Luca De Fusco. Debutto ieri sera, va in replica anche stasera - mercoledì 25 alle 20.45 - e fino a sabato 28 alla stessa ora.

Giovedì 26 alle 18 gli undici interpreti della commedia incontreranno il pubblico nel Piccolo Teatro di Giulietta. L’incontro, a ingresso libero, sarà condotto dalla giornalista Alessandra Galetto e da Carlo Mangolini, direttore artistico Spettacolo del Comune di Verona. Oltre ai due protagonisti, andranno in scena Giacinto Palmarini, Domenico Bravo, Roberto Burgio, Valeria Contadino, Giovanna Mangiù, Plinio Milazzo, Lara Sansone, Paolo Serra e Irene Tetto. Lo spettacolo è prodotto dal Teatro Stabile di Catania, dal Teatro Biondo di Palermo, da «Tradizione e Turismo Centro di Produzione Teatrale Teatro Sannazaro» e dalla Compagnia La Pirandelliana. Le scene e i costumi sono di Marta Crisolini Malatesta, le luci di Gigi Saccomandi.

Un grande classico

Un grande classico del teatro di Pirandello, quello che indusse Giovanni Macchia a elaborare la teoria della «stanza della tortura», viene rivisitato da Luca De Fusco, che per questa sua sesta regia pirandelliana torna a lavorare con Eros Pagni. Una chiusura del cerchio per De Fusco che dopo aver tanto studiato Pirandello, interpretandolo spesso proprio alla luce di quella teoria che Macchia formulò attorno al lavoro diretto da De Lullo, approda a questo testo, uno dei più compiuti sotto ogni punto di vista e quello in cui diventa più che mai chiaro il senso del teatro come processo.

La vicenda è ambientata in una piccola città di provincia dove arrivano il signor Ponza con sua moglie e con l’anziana signora Frola che egli presenta come la madre della sua prima moglie defunta, dichiarando che il dolore per la perdita della figlia l’ha sconvolta a tal punto da renderla folle. La follia le fa credere che l’attuale moglie di Ponza sia la propria figlia. La vecchia signora sostiene invece che il pazzo sia il genero che si ostina a dichiarare morta la prima moglie che è invece ancora viva. L’enigma mette in agitazione gli abitanti del paese che cercano inutilmente di districarsi tra verità e follia.

Nel rispondere agli altri e nel dialogare tra loro, la signora Frola e il signor Ponza non hanno più bisogno di fingere che il pubblico non esista: è anzi proprio al pubblico che parlano, ognuno difendendo se stesso e ognuno cercando di dimostrare i difetti e la pazzia dell’altro. Proprio in questo processo di raccontarsi, di mettere a nudo se stessi sta la tortura di cui parla Macchia: una sofferenza atroce e nello stesso tempo l’unico modo per rivendicare la propria esistenza.

Un bisogno che, oggi più che mai, siamo in grado di comprendere e di fronte al quale ci riveliamo vulnerabili, anche attraverso l’ossessiva esigenza di condivisione che passa dalla socialità virtuale: Pirandello aveva già intuito che non raccontarsi è come non esistere e ne aveva presagito le conseguenze insieme a quelle della morbosa curiosità dello sguardo altrui. Ecco perché De Fusco sceglie di bandire ogni elemento grottesco dalla rappresentazione, prediligendo una chiave interpretativa d’ispirazione kafkiana, improntata all’incomprensibilità e al mistero, collocando i personaggi al centro di uno spazio angusto e oppressivo, che potrebbe essere il cortile di un manicomio o un insieme di palchi teatrali.

Il testo è quasi un manifesto delle teorie del grande scrittore agrigentino, trattando dell’inafferrabilità del reale, dello spettacolo come processo e di altre questioni tipicamente «pirandelliane». La commedia si dipana come un giallo, nel quale però, più che il colpevole, si deve scoprire chi è pazzo e chi no. L’intreccio è costruito per condurre lo spettatore di fronte a quella dimensione ambigua della verità che nei drammi di Pirandello è sempre tragicamente soggettiva. Il cast parte dal gruppo già protagonista dell’edizione dei Sei personaggi diretta da De Fusco, ripresa dalla Rai e acclamata in tutto il mondo. Biglietti in vendita al Teatro Nuovo e da Box Office oppure on line su boxol.it /boxofficelive e boxofficelive.it•.

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