Questa sera

Con «Ridere», i Legnanesi portano sul palco del Filarmonico un viaggio nel tempo

Il trio I Legnanesi in scena al Filarmonico
Il trio I Legnanesi in scena al Filarmonico
Il trio I Legnanesi in scena al Filarmonico
Il trio I Legnanesi in scena al Filarmonico

Far ridere è arte di pochi, quasi una missioni per alcuni. E «Ridere» è anche lo spettacolo che oggi, lunedì 16 maggio, i Legnanesi porteranno sul palco del Filarmonico. Già di per sé la data scaligera è, a suo modo, unica perché è la prima in città per la compagnia milanese. «Siamo molto felici di venire a Verona, sapevamo che il pubblico ci stava aspettando. Lo abbiamo avvertito sui social», spiega Antonio Provasio a nome anche di tutti gli altri compagni di viaggio. Con «Ridere» Enrico Dalceri, Antonio Provasio e Lorenzo Cordara - i Legnanesi appunto - propongono un viaggio surreale nel tempo raccontando la storia di Mabilia, mamma Teresa e il marito Giovanni

.E così mentre Mabilia (Dalceri) ammira il quadro italiano più celebre al mondo, la Gioconda, insieme alla famiglia, mamma Teresa (Provasio) convince il marito Giovanni (Cordara) a rubare il quadro. L'intento è quello di riportarlo a casa, in Italia. Teresa, però, ed è qui che le cose si complicano notevolmente, non è a conoscenza della maledizione legata alla famosa opera d'arte. Infatti, la famiglia si ritrova all'improvviso spedita nel 1504, anno in cui Leonardo Da Vinci la realizzò. Tra Leonardo e Michelangelo, Monna Lisa e il Salai, nasce quindi uno spietato gioco di battute, malintesi e risate. Ma non è tutto, anzi. C'è un secondo viaggio nel tempo che porta attori e spettatori direttamente nel 1918 e cioè al periodo della Grande guerra. In un cortile adibito ad ospedale da campo Teresa, infermiera, ha un piano per modificare il futuro. E anche qui nasceranno gag comiche e malintesi.

Tra gli spunti dello spettacolo c'è pure una riflessione, nemmeno troppo velata, sulla tecnologia e sul ruolo che questa ha nella quotidianità di tutti quanti. «Portiamo in giro questo spettacolo da tre anni», continua Provasio, «ma di mezzo c'è stato il periodo difficile che tutti conosciamo. È, però, forse uno dei più belli che abbiamo fatto e quindi siamo contenti di debuttare a Verona proprio con questo. Forse un segno del destino, chissà». Sempre sulla «prima» al Filarmonico, aggiunge: «Bè, arriviamo in un teatro fantastico, diciamo che entriamo dalla porta principale di Verona e questo non può far altro che piacere». Messo in cantiere, anche se il tour proseguirà ancora, «Ridere» Provasio è già proiettato verso i prossimi impegni: «Sto già preparando, assieme a mia moglie Mitia Del Brocco, la rivista nuova». Gli ultimi biglietti - a partire da 25 euro - possono essere acquistati sul circuito Ticketone oppure direttamente al teatro Filarmonico prima dello spettacolo. Il sipario si alza alle 21. 

Nicolò Vincenzi