L’ALTRO TEATRO

Babilonia e la svolta green tra Eden perduto e Netflix

Lo spettacolo   «Mulinobianco» di Babilonia Teatri
Lo spettacolo «Mulinobianco» di Babilonia Teatri
Lo spettacolo   «Mulinobianco» di Babilonia Teatri
Lo spettacolo «Mulinobianco» di Babilonia Teatri

Virano al Green anche i Babilonia. Enrico Castellani e Valeria Raimondi portano stasera alle 20.45 al Camploy per la rassegna de l'Altro Teatro «Mulinobianco-back to the green future». Sul palco due bambini per “interrogarci sulla relazione che abbiamo instaurato con il pianeta che abitiamo, a quanto pare l'unico abitato, nonché l'unico abitabile nell'intero universo”. Le domande dei bambini hanno l'urgenza della necessità, la voce del bambino e quella del futuro, la denuncia di un bambino tocca la coscienza etica di ognuno. Il racconto del bambino è il futuro di chi lo vivrà. Come Greta anche loro lanciano proclami e provocazioni, come i Babilonia incalzano e irridono. Il dito puntato dal palco è sempre indice di responsabilità: quanto siamo responsabili della situazione odierna? Il nostro contributo può, a questo punto, essere risolutivo o siamo a un punto di inesorabile non ritorno? I bambini hanno l'autorevolezza e l'autenticità per parlare del domani. Lo fanno muovendosi nel tempo detto da oggetti metaforici come una mela (adamitica), macchinine elettriche, zaini per bambini. La loro spontaneità è garanzia di genuinità ma anche rischio che l'innocenza si corrompa con l'età e diventando vecchiaia ritorni sugli errori degli adulti. I loro proclami recitati al microfono sono una tappa di un va e vieni nel tempo. All'eden perduto si contrappone quello artificiale di Netfix: un paradiso verso il quale nessuno di noi vorrebbe tornare e un tramonto che ci spaventa, ci attrae e ci inghiotte. Essere testimoni ai lavori dei Babilonia non basta. Il pubblico è un arbitro complice, senza possibilità di assoluzione.•. S.Az.