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16 aprile

Angela Finocchiaro alle prese con «Il Calamaro Gigante»

di Elisabetta Papa
Martedì 16 aprile al Teatro Salieri
In scena   L’attrice Angela Finocchiaro
In scena L’attrice Angela Finocchiaro
In scena   L’attrice Angela Finocchiaro
In scena L’attrice Angela Finocchiaro

E’ un invito a vivere lasciandosi trasportare dalla straordinarietà della realtà - la storia più incredibile di tutte che ciascuno può incontrare sul proprio percorso - «Il Calamaro Gigante», spettacolo tratto dall’omonimo romanzo di Fabio Genovesi che domani, 16 aprile, alle 20.45, al teatro Salieri di Legnago (già tutto esaurito) vedrà protagonisti Angela Finocchiaro e Bruno Stori diretti dal regista Carlo Sciaccaluga, curatore insieme ai due attori anche dell’adattamento teatrale.

Angela è un’assicuratrice dalla vita normale, monotona e senza colori, al pari di quella di tante persone che dopo gli entusiasmi e le passioni giovanili si ritrovano a fare i conti con le rigide regole familiari e sociali. Ma nella grigia esistenza della donna arriva qualcosa che all’improvviso la trasporta in una situazione inimmaginabile oltre che inaspettata.

Mentre torna a Milano per una cena di lavoro, Angela rimane imbottigliata nel traffico dei vacanzieri di rientro dal mare. In coda in autostrada all’altezza di Roncobilaccio, si innervosisce, impreca. Non sopporta quella gente e perfino il mare le mette ansia. Ma in un istante un’onda marina alquanto anomala la travolge e stravolge. La donna è avvolta da un vortice impossibile, al di fuori del tempo e dello spazio, dove incontra uno strano signore, un certo Montfort, in arrivo da un altro secolo e da un diverso Paese.

Insieme al suo compagno d’avventura Angela viene trascinata dalle onde in un itinerario tra storie ed individui bizzarri, ma stupefacenti, accomunati tutti dalla convinzione dell’esistenza del leggendario Calamaro Gigante. Come don Francesco Negri, un parroco vissuto nel Seicento che da Ravenna raggiunge a piedi il Polo Nord oppure come Mary Anning, un’orfana che vive lavorando in un chioschetto di souvenir sulle coste inglesi, ma è destinata a diventare la più importante scopritrice di dinosauri al mondo.

Oppure ancora come i pescatori delle Antille, come le custodi di musei di provincia che resuscitano animali morti da millenni o le nonne che a cena parlano col marito morto. Le loro sono vite sconosciute, ma vere, legate l’una all’altra dall’aver creduto che potesse davvero esistere il leggendario Calamaro Gigante. Esistenze che Angela e Montfort si ritrovano a vivere, in un viaggio nel tempo e tra i continenti che abbraccia diversi linguaggi narrativi: immagini, scenografie, musica e danza. La pièce, così come il romanzo di Genovesi è dunque un viaggio tra realtà e fantasia, carico di ironia e leggerezza, che porta con sé un solo, grande messaggio: scoprire le meraviglie della Natura e inseguire le proprie passioni. 

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