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A TAVOLA CON

Ramon Gato
e le sue
entrantes

di Anna Perlini
Ramon Gato
Ramon Gato
Ramon Gato
Ramon Gato

All’inverno e al freddo che si fanno sentire, risponde Ramon Gato. L'ex pallavolista della Blu Volley ci riporta tutti ai tropici. Lo fa da Verona pensando alla sua Cuba, che ha lasciato 14 anni fa solo con il corpo, perchè il cuore resta legato all’isola dei Caraibi.
Con un pieno di esotismo, ci propone tre piatti che spesso prepara per sè e per gli amici. “Non tutti i giorni, vario continuamente e molto la mia dieta, ma questo menu che vi propongo mi piace, fa parte della nostra tradizione”, ci racconta Gato che abbandonato il volley ha più tempo per dedicarsi alla cucina. “Sono sempre stato molto attento a quello che mangio, a non sforare nelle calorie; nella mia dispensa non è mai mancata la yuca, un tubero ricco di carboidrati che può sostituirsi alla pasta, dà energie e garantisce un recupero veloce. Quando arrivai a Verona lo trovavo nel negozio di cinesi vicino casa, lo spezio con cipolla e aglio”.

Dal primo assaggio di Cuba, alla pietanza, dall’antipasto “noi lo chiamiamo entrantes”, al piatto che unisce carboidrati, verdura e proteine. “Le entrantes possiamo anche saltarle, ma sono buone, la yuca mette appetito; ho una predilezione per i piatti unici e a noi cubati piace mescolare i sapori, trasformando gli alimenti semplici in pietanze complicate”.
Dopo aver assaggiato la yuca, ecco l’arroz congris, il riso con i fagioli neri, piatto nazionale. “E’ un classico risotto, con i fagioli che danno il caratteristico colore scuro al piatto”. Si cucinano, poi si aggiungono al riso in cottura fatto soffriggere con la cipolla. Logicamente, niente parmigiano. “E’ un risotto che amiamo accompagnare con la bistecca di maiale cotta nella cipolla. Uso molta cipolla che soffriggo nella padella con l’olio, poi aggiungo la bistecca sulla quale precedentemente ho versato del succo limone, lascio cuocere. Quando è tutto pronto, compongo il piatto unico, e servo”.

Con questa presentazione ricca ed esotica, il sole torna a scaldare, e ci immaginiamo fra le palme in riva al mare. Magari sotto le piante di platano, e guai a confonderle con le banane! “Hanno un sapore completamente diverso. I platanos li mangiamo crudi e cotti, soprattutto fritti con un procedimento è un po’ complicato, ma il risultato è super!”. 
 
 
 
 

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