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Nacque qui l'Opera di Giovanni Calabria

LA VERONA NASCOSTA: SCALA SANTA E SAN ZENO IN MONTE. Un’oasi ai piedi delle colline

Appena sopra piazza Isolo fu anticamente sede di un convento, poi caserma e infine Casa d’accoglienza

 La chiesa di San Zeno in Monte
La chiesa di San Zeno in Monte

 La chiesa di San Zeno in Monte
La chiesa di San Zeno in Monte

Da vicolo Pozzo, a pochi passi da piazza Isolo, si può salire sulla collina di San Zeno in Monte: è una delle più belle, sebbene nascoste, passeggiate di Verona. A metà di vicolo Pozzo, una piccola strada in salita conduce all'Istituto Don Calabria di San Zeno in Monte. Lungo la salita, molto dolce, si staglia il panorama della città.
SCALA SANTA. Nella prima parte di vicolo Scala Santa sorge palazzo Placenta Berna, costruito verso la fine del XVI secolo; sotto la sua gronda corre un fregio a un colore di autore ignoto che raffigura divinità fluviali. L'ultimo tratto della passeggiata è ad ampia scalinata, pavimentata a ciottoli: è detta Scala santa per le stazioni della Via Crucis in pietra inserite nel muro, che costituisce le fondamenta del soprastante l'Istituto Casa Buoni Fanciulli, fondato da san Giovanni Calabria, nel 1908. Ancora oggi, durante la settimana santa, i fedeli della vicina chiesa di San Giovanni in Valle celebrano qui la Via crucis.
L'ISTITUTO DON CALABRIA. Da qui si giunge all'Istituto dove, il 6 novembre 1908, si trasferì don Calabria con i primi 22 ragazzi, tutti poverissimi, per frequentare la scuola alla mattina e al pomeriggio per imparare un mestiere. Questi luoghi hanno un grande significato religioso e sociale: qui don Calabria costruì la sua cittadella della carità. Venne restaurata la chiesa, poi nacque il Centro di addestramento professionale con la scuola, che dava una formazione culturale, civica e morale ai ragazzi accolti, a cui furono aggiunti i laboratori di calzoleria, di sartoria, di falegnameria, di tipografia e di meccanica. Nella chiesetta di San Zeno in Monte, c'è la tomba del santo e di quello che fu il suo primo grande e magnanimo collaboratore, il conte Francesco Perez.
STORIA ANTICA. Al di là di questi significati l'opera di don Calabria ha contribuito anche a salvare dalla rovina un angolo di Verona che vanta un'antichissima storia. In questo luogo l'esistenza di una chiesa, probabilmente edificata già 1100 e dedicata a Santa Maria di Betlemme, è documentata dal 1265, forse affidata collegialmente alla Congregazione del Clero Intrinseco e poi dedicata a San Zeno. Nel 1435, fu istituito un convento di eremitani della Congregazione di san Girolamo da Fiesole e in quell'anno fu iniziata la costruzione del monastero. Soppressi nel 1668 i Fiesolani, l'anno seguente nel monastero si insediarono i chierici regolari Somaschi che eseguirono lavori di sistemazione e ampliamento per ospitare il Collegio dei Nobili, costituito per volontà del Senato Veneto. Il collegio, reputato tra i migliori d'Italia, ebbe speciale rinomanza per la qualità dell'insegnamento e per la salubrità del luogo. Il convento fu soppresso tra 1805 e 1810 per decreto napoleonico e gli edifici vennero destinati a caserma e magazzino.
L'EPOCA AUSTRIACA. Chiesa e convento furono poi venduti dal Demanio austriaco al signor Kraus, impresario di Vienna. Nel 1848, durante la guerra, il complesso conventuale fu presidiato come caserma di fanteria e nel 1854 vennero fatti alcuni lavori per un uso militare per i casi di emergenza: furono aperte feritoie per fucilieri nei muri perimetrali del monastero, mentre le aperture più esposte al nemico vennero murate. In tempo di pace, il monastero era affittato e destinato a magazzino dell'esercito, anche con l'Esercito Italiano, nei primi anni del Regno Sabaudo. Nel frattempo, però, il convento era passato in eredità al genero del signor Kraus, il cavalier Giacomo Laschi, che lo tenne fino al 1880; poi nel 1889 fu trasformato per ospitare case popolari.
IL NOVECENTO. Nel 1908, il complesso fu venduto al conte Francesco Perez, che lo cedette a don Calabria per ospitarvi la Casa dei Buoni Fanciulli. La chiesa fu restaurata e restituita al culto nel 1910, mentre gli edifici furono sistemati cinque anni dopo. L'Istituto fu notevolmente ampliato, sul fronte verso la città, secondo il progetto elaborato nell'anno 1936 dagli architetti Banterle e Guarienti. Da ormai un secolo, comunque, questa collina è della Congregazione dei Poveri Servi della Divina Provvidenza di don Calabria, che da allora ha accolto gratuitamente migliaia di ragazzi poveri e in difficoltà, basando tutto il suo apostolato sul trinomio pedagogico: chiesa, scuola, lavoro. Per informazioni, Poveri Servi della Divina Provvidenza, via San Zeno in Monte 23, telefono 045-8052911.

Emma Cerpelloni