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LA PROTESTA.

I Forconi all'assalto del municipio

Tentato blitz nell'ufficio del sindaco spaccando la finestra. Tosi: «Protesta legittima se non violenta»
Rigodanzo mentre cerca di entrare dalla finestra nell'ufficio del sindaco FOTOSERVIZIO DI GIORGIO MARCHIORI
Rigodanzo mentre cerca di entrare dalla finestra nell'ufficio del sindaco FOTOSERVIZIO DI GIORGIO MARCHIORI
Rigodanzo mentre cerca di entrare dalla finestra nell'ufficio del sindaco FOTOSERVIZIO DI GIORGIO MARCHIORI
Rigodanzo mentre cerca di entrare dalla finestra nell'ufficio del sindaco FOTOSERVIZIO DI GIORGIO MARCHIORI

Al grido di «abbiamo solo diritti e più nessun dovere», ieri i Forconi di Soave hanno marciato su Verona. Una dimostrazione iniziata con l'arrivo di una trentina di manifestanti in Bra e conclusa in modo rocambolesco con il tentativo di un militante del «Movimento 9 dicembre», Eugenio Rigodanzo, di entrare nell'ufficio del sindaco prendendo a calci la finestra del contiguo studio del capo di Gabinetto, Alberto Marchesini.
Una irruzione repentina bloccata dallo stesso Marchesini e dai suoi collaboratori Michael Palmieri e Stefano Benetti, quest'ultimo rimasto ferito con una prognosi del pronto soccorso di 12 giorni per contusioni al braccio e al collo, e dagli agenti di polizia che già presidiavano l'area. Il blitz di Rigodanzo, leader dei Cobas del latte di Lonigo che nel primo giorno della protesta a Soave non ha esitato a brandire una spranga di ferro durante un alterco con un camionista, è stato così improvviso da sfuggire al controllo degli agenti.
L'uomo, in pochi secondi, ha scavalcato la ringhiera che si trova in cima alla scalinata di palazzo Barbieri, è salito sul parapetto e ha sfondato a calci la finestra dell'ufficio (per la verità un telaio vecchio che si apre facilmente) crepandone il vetro. Stava scavalcando l'infisso per entrare quando è stato bloccato dal personale del Comune e, immediatamente dopo, dagli agenti che lo hanno messo nell'auto della Digos per portarlo in questura. A quel punto i manifestanti si sono piazzati davanti alla vettura della polizia per impedire che partisse. L'atmosfera si è scaldata, sono volati insulti nei confronti delle forze dell'ordine, arrivate in gran numero, anche con il supporto dei carabinieri e della municipale. Poi i manifestanti si sono calmati e hanno lasciato partire l'auto prima di provare a ottenere - tramite un negoziato con i dirigenti della Digos - un incontro con il sindaco. A quel punto, però, a palazzo Barbieri le porte per i manifestanti si sono definitivamente chiuse.
A loro non è rimasto altro che insultare e minacciare dell'amministrazione e poi dirigersi verso la questura per chiedere il rilascio del loro attivista (vedi articolo accanto).
E pensare che il sindaco, che in quel momento si trovava in riunione di giunta, aveva dato compito al suo portavoce Roberto Bolis e allo stesso Marchesini di incontrare i rappresentanti del movimento. «Ci stavamo appunto mettendo il cappotto per uscire a parlare con loro», riferiscono i due, «quando il manifestante ha tentato di fare irruzione».
Il sindaco Tosi si dice dispiaciuto per l'accaduto e spiega: «Noi abbiamo sempre ricevuto e parlato con tutti, ma una protesta legittima e sacrosanta come questa rischia solo di essere svalorizzata se trascende nella violenza». E aggiunge: «Spiace la modalità di questo episodio, si pensi che ci era stata proposta l'adozione di un'ordinanza che impedisse l'accesso al centro dei manifestanti con i trattori, ma abbiamo risposto che secondo noi la manifestazione andava garantita, e quindi non c'era nessun problema a lasciarli arrivare in Bra per la protesta e il loro giusto dissenso». Annunciando che non presenterà denuncia contro Rigodanzo, Tosi conclude: «Farò riparare io il vetro, ma danneggiare la cosa pubblica nuoce allo stesso spirito positivo della manifestazione. C'è una situazione disperata, ma questo non giustifica la violenza». Intanto il movimento non demorde e oggi alle 15 al presidio di Soave si bruceranno le cartelle di Equitalia. (I video della protesta sul sito www.larena.it).

Giorgia Cozzolino

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