Welfare aziendale «Cinque pmi scaligere al top»

Marco Sesana
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Marco Sesana

Cinque aziende veronesi campionesse di welfare. Attive in diversi settori, hanno ricevuto il punteggio più alto nel Rapporto Welfare Index Pmi 2021 che, per la prima volta in sei edizioni, ha misurato l’impatto sociale delle iniziative messe in campo dalle piccole e medie aziende su tutti gli stakeholder: lavoratori, ma anche famiglie, comunità, fornitori, consumatori. L’iniziativa, promossa da Generali Italia con il patrocinio della presidenza del Consiglio dei Ministri e con la partecipazione di Confindustria, Confagricoltura, Confartigianato, Confprofessioni e Confcommercio, ha coinvolto quest’anno più di 6mila imprese, 892 del Veneto. I campioni veronesi A conquistare il riconoscimento di Welfare Champion sono state le veronesi Dario Rino Di Dario Andrea & C. sas, attiva nel commercio di ortofrutta, Fairmat Srl che si occupa di ricerche di mercato, Karrell Srl produttrice di carrelli elevatori, Performance In Lighting Spa specializzata in illuminazione d’interni e Riello Spa, che produce sistemi e tecnologie per il riscaldamento e il condizionamento. Complessivamente sono state 105 le aziende italiane che hanno ottenuto il rating più alto: nel 2017 erano 22. «In questo nuovo contesto ancora caratterizzato dal Covid-19», commenta Marco Sesana, Country Manager & Ceo Generali Italia e Global Business Lines, «attraverso Welfare Index Pmi abbiamo osservato come le imprese abbiano agito come soggetto sociale, oltre che economico e di mercato, per la loro diffusione nel territorio e per la vicinanza ai lavoratori e alle famiglie, dando vita a un nuovo welfare di comunità. Hanno dimostrato che il welfare aziendale oggi può e deve uscire dall’azienda. Il maggior numero di iniziative intraprese», aggiunge Sesana, «sostengono le priorità del Pnrr sui grandi asset del Paese con un impatto su salute, donne, giovani, famiglie e comunità». Il Rapporto, realizzato attraverso un nuovo modello di analisi sviluppato con Cerved Rating Agency, ha evidenziato che per affrontare la pandemia le imprese hanno realizzato numerose iniziative: in ambito sanitario, dai servizi diagnostici per il Covid-19 ai servizi medici di consulto anche a distanza, a nuove assicurazioni sanitarie ma anche nella conciliazione vita-lavoro, nel sostegno dei lavoratori e delle famiglie, offrendo contributi alla comunità esterna, come donazioni e supporto al Sistema Sanitario e alla ricerca. La gran parte di queste iniziative sono tuttora in corso e per il 42,7% delle imprese sono diventate strutturali e permanenti. Inoltre, emerge che il 54,8% di quelle che hanno inserito il welfare nella strategia aziendale, ha registrato ritorni positivi sulla produttività. In Veneto, Verona è stata la provincia che ha registrato il maggior numero di imprese con il rating più elevato, a pari merito con Vicenza: complessivamente in tutta la regione sono state 16. Inoltre in Veneto la percentuale di aziende con livello alto e molto alto di welfare è superiore alla media nazionale, 24,1% a fronte del 21%. Non solo: le pmi venete si distinguono soprattutto in ambito previdenza e protezione, sostegno per educazione e cultura e diritti, diversità e inclusione.•. F.L.

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