DAL 17 AL 19 OTTOBRE

Vinitaly Special Edition, fari puntati su mercato Italia e Horeca

La presentazione di Vinitaly Special edition
La presentazione di Vinitaly Special edition
La presentazione di Vinitaly Special edition
La presentazione di Vinitaly Special edition

Vinitaly Special Edition, la tre giorni straordinaria di Veronafiere per il wine business in programma dal 17 al 19 ottobre, punta sul mercato Italia, con una collaborazione strategica con Fipe, la Federazione Italiana pubblici esercizi. Il calendario a cura dell’associazione di categoria che conta in Italia 300mila aziende e oltre un milione di addetti e un valore aggiunto di 46 miliardi di euro, prevede per martedì 19 ottobre iniziative e walkaroung tasting per ristoratori e operatori dell’intrattenimento e del turismo.

 

Nata per rafforzare le sinergie tra mondo del vino e ristorazione, l’iniziativa consente ai protagonisti dell’Horeca, motore della ripresa e primo canale di sbocco per i vini made in Italy con una percentuale del 36% delle vendite interne, per un valore di oltre 2 miliardi (dati Uiv 2019) - di scoprire e degustare i migliori vini e intercettare le nuove proposte. «La ristorazione e l’industria del vino sono tra gli attori principali dell’agroalimentare italiano. L’uno ha bisogno dell’altro», ha detto Matteo Musacci, vicepresidente di Fipe-Confcommercio. «Da un lato i pubblici esercizi devono puntare sull’offerta di vini di qualità, dall’altro le case vinicole trovano in bar e ristoranti uno sbocco fondamentale per portare sul mercato i propri prodotti, specie quelli di fascia alta, i più penalizzati nel periodo del lockdown. La collaborazione tra Vinitaly e Fipe-Confcommercio è fondamentale per valorizzare l’offerta enogastronomica in un momento cruciale per la ripresa».

 

Un altro tema riguarda la tutela del made in Italy dai pericoli generati dall’Italian Sounding, Per Musacci «una minaccia per i prodotti tipici molto spesso contraffatti o maldestramente imitati, come nel caso del Prosek Croato, ma che coinvolge sempre di più la stessa cucina italiana attraverso una fitta rete di falsi ristoranti italiani».