Vicenzi boom

Il gruppo Vicenzi ha chiuso un 2016 da record, con fatturato a 106 milioni di euro, ebitda in crescita del 15% a 9,2 milioni, e utile netto raddoppiato a 2,5 milioni. Quest'anno però ha messo il turbo: «Nei primi 5 mesi», fa sapere il presidente Giuseppe Vicenzi, «stiamo crescendo del 20%, e a fine luglio pubblicheremo una semestrale davvero sorprendente». «Cresciamo come una startup», aggiunge il direttore finanziario Filippo Ceffoli, «una startup che ha avuto 150 anni di incubazione». Merito delle strategie degli anni passati, di quelli recenti e di quelli più lontani. Archiviate le tensioni finanziarie generate dall'acquisizione di Grisbì e Mr.Day nel 2005 dal gruppo Parmalat («Dicevano che avevo fatto il passo troppo lungo», si sfoga il presidente, «ma ora si sono dovuti ricredere»), il gruppo Vicenzi sta per intraprendere una nuova scalata dimensionale, che non prevede acquisizioni o crescite per linee esterne, ma il consolidamento in Italia e il forte sviluppo all'estero. Non a caso dallo scorso primo giugno è stato nominato un amministratore delegato, Fabio Colliva, originario di Parma, con un passato in Barilla e Fernet Branca. A breve le prime linee saranno poi rafforzate con l'ingresso di un direttore per l'export e di uno per l'impiantistica. «L'anno scorso abbiamo esportato per 35 milioni», dice il patròn Giuseppe, «quest'anno supereremo i 40 milioni, ma io voglio arrivare fra tre anni a 80 milioni. Questo è il compito che assegneremo al nuovo direttore».

Primo mercato estero gli Stati Uniti, dove la filiale commerciale del New Jersey ha appena ricevuto un ordine da 5 milioni di dollari. «Noi non siamo un'azienda di biscotti», spiega Vicenzi, «siamo un'azienda di pasticceria, leader mondiale nella sfoglia». E la sfoglia, che nello stabilimento di San Giovanni Lupatoto si realizza ancora alla vecchia maniera, con 192 pieghe di pasta e di burro, è un prodotto simbolo dell'Italia. «Non siamo delocalizzabili», dice il patròn, «noi siamo pasticceria italiana, esportiamo l'Italia e Verona nel mondo». Prova ne sia che negli Usa sono molto apprezzate le ceste di latta, che ogni anno finiscono nelle abitazioni di 3 milioni di famiglie, con immagini dell'Arena, di Castel Vecchio, del balcone di Giulietta. «Vengono acquistate anche come regalo da portare a cena agli amici», fa sapere il direttore marketing Cristian Modolo, «e poi restano nelle case, con le immagini della nostra città».

Ma i progetti di espansione non si limitano agli Usa. «Andiamo molto bene in Medio Oriente, Germania, Francia, Hong Kong e Corea del Sud», spiega Ceffoli, «in Cina siamo presenti da 20 anni e abbiamo appena cambiato distributore, inoltre crediamo che sia possibile crescere in Inghilterra. Si tratta però di un paese più complicato, con tradizioni locali forti». Ciò non significa che il mercato italiano sia deludente: «Quest'anno facciamo un +15% in Italia e un +25% all'estero», dice Ceffoli. «E in Italia», aggiunge Modolo, «la crescita è più costante, siamo presenti con almeno un prodotto in 9,5 milioni di famiglie, e abbiamo un'immagine legata alla salute. Di recente abbiamo lanciato i Grisbì alla crema e al cioccolato, gluten free per i celiaci».

Tante iniziative e risultati così brillanti stanno attirando l'interesse degli investitori, ma la scintilla per ora non è scattata. «Ci hanno cercato in molti», ammette Ceffoli, «e con alcuni abbiamo camminato parecchio, ma per ora andiamo avanti da soli. Abbiamo completato il programma Elite di Borsa Italiana e in futuro potremmo quotarci, magari sullo Star, ma è qualcosa che non accadrà a breve». Tuttavia Giuseppe Vicenzi non nega che l'ingresso di nuovi manager miri a rendere l'azienda più appetibile anche dal punto di vista finanziario. «Se voglio andare in Borsa», spiega il presidente e fondatore, «ho bisogno di manager, figure che siano di riferimento per gli investitori. Anche perché noi siamo pronti a collaborare con chiunque condivida le nostre aspirazioni, ma non siamo disposti a cedere pacchetti di maggioranza». «L'ideale», aggiunge Ceffoli, «sarebbe trovare investitori esteri, che non solo ci portino in Borsa, ma ci diano anche una spinta per conquistare i mercati globali».

Il nuovo ad, non a caso, si definisce un «globetrotter». «Sono qua da pochi giorni», dice Fabio Colliva, «e devo dire che in questa azienda si respira qualità. Non è uno slogan ma una vera religione, un fattore genetico». Quando si fa industria, la qualità cammina a braccetto con l'efficienza: «Abbiamo tre stabilimenti e ci stiamo rinnovando sia nell'impiantistica che nel commerciale», dice l'ad, «con l'idea della qualità senza compromessi, prodotta nel modo più efficiente possibile».

Quest'anno, al netto delle spese per la manutenzione ordinaria, Vicenzi investirà in nuovi impianti 2,5 milioni, e nel triennio saranno acquistati nuovi macchinari per complessivi 6-7 milioni. «Questa scelta d'investire», spiega Ceffoli, «è resa possibile anche dal fatto che la posizione finanziaria netta è calata a 36 milioni, in netto miglioramento rispetto al recente passato. Inoltre le macchine che entreranno a fine anno, rientrano nei parametri del piano Industria 4.0 perché sono tecnologicamente molto avanzate e dialogano tra di loro e con i processi produttivi». «Si tratta di 11 nuovi robot per il confezionamento, e proprio l'altra sera ho cenato con un potenziale nuovo responsabile impianti. Anche se ho una certa età», chiosa il patròn Giuseppe, «mi do ancora da fare».

 

Davide Pyriochos

 

L'immagine dell'Arena in una notte d'estate illuminata dal barlume di diecimila candeline, è uno dei biglietti da visita della città nel mondo. E dietro quel simbolo di Verona, c'è la scelta della Pasticceria Matilde Vicenzi, brand storico del gruppo di San Giovanni Lupatoto, di sostenere la Fondazione lirica con un'iniziativa davvero originale. La tradizione si rinnoverà anche il prossimo 23 giugno, per il Nabucco che aprirà la stagione lirica areniana 2017. «Sostenete il nostro teatro regalando agli spettatori le candeline», spiega il direttore marketing del Gruppo Vicenzi, Cristian Modolo, «è un'iniziativa che ci piace sia per le foto bellissime che vengono scattate e postate sui social, sia perché si tratta di un'immagine a suo modo storica. Un tempo infatti le candeline servivano agli spettatori per leggere i libretti d'opera durante la rappresentazione». Ma le candeline sono solo uno dei progetti di Vicenzi nel campo del marketing. «Il budget che riserviamo agli spot televisivi», dice Modolo, «è ancora quello che assorbe più risorse finanziarie, ma l'impegno che dedichiamo alla comunicazione su internet è senza dubbio superiore». Attraverso il blog «Le amiche di Matilde», il gruppo Vicenzi comunica infatti con i propri clienti, dando consigli che non si limitano al marketing per i nuovi prodotti, ma si estendono allo stile di vita e al bon ton. Inoltre sono molto seguite anche le pagine di Grisbì e Mr.Day. «Complessivamente abbiamo 500mila like, di cui 200mila sul blog di nonna Matilde e 200mila su Grisbì. È una forma di comunicazione che ci mette in collegamento diretto col consumatore, ma che richiede anche un grande impegno, perché ogni post merita una risposta immediata».

D.P.