Fondazione Leone Moressa

Verona decima in Italia per rimesse: nel 2021 gli immigrati hanno inviato in patria 154 milioni di euro

Una lavoratrice immigrata al lavoro: Verona decima città in Italia per volumi di rimesse
Una lavoratrice immigrata al lavoro: Verona decima città in Italia per volumi di rimesse
Una lavoratrice immigrata al lavoro: Verona decima città in Italia per volumi di rimesse
Una lavoratrice immigrata al lavoro: Verona decima città in Italia per volumi di rimesse

Anche le rimesse degli immigrati seguono l’andamento dell’economia: così, la ripresa del Pil registrata lo scorso anno ha spinto anche gli aiuti che gli immigrati residenti in Italia inviano alle famiglie rimaste in patria. È successo anche Verona, prima città veneta quanto a valore delle rimesse e decima in Italia: nel 2021 sono stati spediti dalla provincia 154 milioni, in crescita del 2,6% rispetto all’anno precedente e del 42,4% sul 2016. Se si divide la cifra per i 110mila stranieri residenti nel Veronese, risulta una media di 1.400 euro inviati da ciascuno nel corso del 2021, circa 116 euro al mese.

IN VENETO. Secondo lo studio della Fondazione Leone Moressa su dati della Banca d'Italia, in tutto il Paese i volumi hanno registrato una crescita costante dal 2017 in poi e questa tendenza si evidenzia anche nella provincia scaligera e in tutto il Veneto, dove i segni sono solo positivi: alle spalle di Verona c’è Venezia, con rimesse per 126,6 milioni di euro (+11,4%), Vicenza 115,3 milioni di euro (+5,2%), Padova con 112,7 milioni (+7,8%), Treviso a quota 96,5 milioni (+5%), e Belluno che si ferma a 10,8 milioni, comunque in crescita del 4,7%. Complessivamente in Veneto le rimesse sono state 635,6 milioni di euro, in aumento del 6,2% sull’anno precedente e del 42% sul 2016. Numeri che collocano la regione al quarto posto in Italia, alle spalle di Lombardia, Lazio ed Emilia Romagna.

IN ITALIA. A livello nazionale le rimesse sono state 7,7 miliardi, si sono avvicinate al picco massimo registrato nel 2011 (8 miliardi), e hanno registrato una crescita del 12,2% rispetto all’anno precedente e del 46,3% sul 2016. Va detto che negli anni è cambiata molto la distribuzione: per rendere l’idea, dieci anni fa c’era una minore frammentazione, con il 70% del denaro concentrato verso soli 7 Paesi (e un terzo solo verso un Paese). Nel 2021, invece, i primi sette Paesi raggiungono poco più del 50% delle rimesse, e nessuno supera il 12%. Andando nel dettaglio, la prima destinazione è il Bangladesh con 873 milioni di euro (11,3% del totale), seguono Pakistan e Filippine. Calano invece i flussi verso l’Est Europa, in particolare Romania (-8,5%), Ucraina (-8,0%) e Moldavia (-7,3%). Osservando il rapporto tra rimesse e popolazione residente per ogni Paese d’origine, mediamente, ciascuno dei 5,2 milioni di residenti stranieri ha inviato 125 euro al mese in patria: i valori massimi si registrano tra i cittadini del Bangladesh (460 euro medi pro-capite), segue il Senegal con 370 euro al mese pro-capite. Mediamente le comunità asiatiche sono tra le più attive: oltre al Bangladesh, anche India, Filippine e Pakistan inviano più di 200 euro al mese. 

Francesca Lorandi