Indagine di Federalberghi Garda Veneto

Lago di Garda, turisti e bagni (quasi) come fosse estate: camere occupate al 75 per cento

Molte le prenotazioni con punte fino all’85 per cento, un dato che supera di molto i valori del 2021. Bene anche le città d’arte come Verona e Venezia
Turisti in spiaggia a Lazise (Pecora)
Turisti in spiaggia a Lazise (Pecora)
Sul Garda come fosse estate (Pecora)

Il turismo benacense non spegne i motori in un anno straordinario per le temperature miti, che hanno caratterizzato tutto il mese e che accompagnano anche il ponte di Ognissanti. A fotografare il trend di un inizio autunno, che ha tutte le caratteristiche di un’ultima propaggine d’estate, i dati e gli indicatori di performance forniti dall’Osservatorio del turismo del Garda Veneto in collaborazione con H-Benchmark - piattaforma di hospitality data intelligence – riguardanti ottobre, con focus sul ponte di Ognissanti. Una istantanea che trova conferma nelle previsioni rilasciate anche da Assoturismo-Confesercenti Veneto.

Stagione prolungata da temperature e calendario eventi

«Quanto emerge dall’Osservatorio – sottolinea infatti il presidente di Federalberghi Garda Veneto, Ivan De Beni – ci restituisce un quadro in linea con lo stesso periodo dell’anno precedente, grazie al bel tempo di queste ultime settimane e al ricco calendario di eventi proposti sul territorio, che ha fatto da attrattore. Possiamo essere soddisfatti. Abbiamo prolungato la stagione e quindi anche il periodo lavorativo per i nostri collaboratori».

I sentiment della categoria degli albergatori sono quindi generalmente positivi, anche se molte attività hanno già chiuso in vista della pausa invernale.

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Le previsioni sui costi energetici

Per una minoranza di hotel del Garda, a carattere annuale, sta arrivando il periodo intenso legato ai segmenti congressuale, business e alla parte termale del benessere, seppur con particolare attenzione ai costi energetici e alle prospettive economiche dei prossimi mesi.

«Si tratta di un 10% circa delle strutture associate, le quali fino a un paio di settimane fa sembravano determinate a chiudere nel periodo invernale, dopo aver ricevuto le bollette di gas e luce di agosto e settembre – ragiona De Beni –. Ora però il prezzo del gas è sceso e prima di tirare le somme i colleghi preferiscono ragionare sui costi energetici di ottobre. Concluso questo Ponte, molti saranno in grado di fare una valutazione puntuale e decideranno come orientarsi per i prossimi mesi».

Le informazioni riguardanti gli ultimi 30 giorni sono basate su un campione di 64 strutture ricettive, sparse su tutta la sponda veronese del Garda.

Oltre il 75 per cento delle camere occupate

L’occupazione generale negli hotel si assesta mediamente intorno al 57,6%, quasi due punti percentuali sotto la media dello scorso anno (al 59,3%), registrando però i picchi maggiori nei fine settimana dove i valori sono arrivati fino ad oltre il 70%. Nel fine mese, la vicinanza del Primo di novembre al weekend, con la possibilità per molti di godere di una coda di vacanza, spinge l’occupazione sopra il 75%, superando abbondantemente i valori del 2021.

I tedeschi nel lungo periodo si sono dimostrati i clienti più assidui (circa il 51%), seguono gli italiani (18%) attratti dagli eventi programmati sul territorio. Nel mese, la durata del pernottamento medio si conferma di poco superiore alle 6 notti, per scendere verso fine mese. Tuttavia si tratta di una dinamica naturale a fine ottobre.

Il prezzo medio di vendita delle camere ha seguito un andamento piuttosto lineare, raggiungendo un valore complessivo per la destinazione di 113 euro (+ 2,2 euro sopra i valori del 2021). Nel fine mese si registra una quotazione in salita fino ad un valore massimo di 135 euro nella giornata di ieri, sabato 29 ottobre.

Il ponte di Ognissanti

Durante il Ponte, l’occupazione delle stanze cresce fino al 85 per cento nella giornata di domenica 30 ottobre, salvo poi ritornare a quota 40% dal 1° novembre, come di consueto. Più in generale, in questi giorni, secondo le previsioni di Assoturismo-Confesercenti Veneto, i picchi di presenze riguarderanno soprattutto le città d’arte, come Verona e Venezia.

Meno intenso il flusso di prenotazioni verso le località marine del litorale Adriatico, con una saturazione del 65% dell’offerta disponibile e al netto delle chiusure stagionali degli esercizi ricettivi, molti dei quali hanno già terminato la stagione. Stesso trend per lago e montagna che si attestano rispettivamente al 74% e al 73% di camere prenotate. Invece, per il termale il tasso rilevato è più alto e pari al 79% dell’occupazione delle soluzioni offerte e concentrate nel bacino di Abano Montegrotto.

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Valeria Zanetti