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Nuove imposte

Sugar Tax, si punta al rinvio: «Tegola per imprese e cittadini»

di Valeria Zanetti
In pochi mesi andrebbero in fumo 5mila posti di lavoro. A Verona ricadute su Coca Cola Hbc, Zuegg ma anche imprese agricole
La sugar tax colpirà tutte le bevande analcoliche che abbiano o meno zucchero
La sugar tax colpirà tutte le bevande analcoliche che abbiano o meno zucchero
La sugar tax colpirà tutte le bevande analcoliche che abbiano o meno zucchero
La sugar tax colpirà tutte le bevande analcoliche che abbiano o meno zucchero

Prorogata al 2025, in vigore ma con impatto limitato dal primo luglio o, infine, ipotesi che fa più paura ai produttori e a tutta la filiera, applicata per intero, come da previsione, tra poco più di una quarantina di giorni. 

La partita sulla Sugar tax, inserita nel decreto Superbonus, scuote partiti e aziende produttrici. Tante anche le possibili ricadute sul territorio veronese dove è insediato il più grande stabilimento Coca Cola d’Italia e d’Europa, che a Nogara dà lavoro a circa 500 addetti in forma diretta e ad un altro migliaio nell’indotto, dal campo, allo stabilimento fino al bar o alla gdo.

La tassa verrebbe applicata anche sulla gran parte dei succhi di frutta e toccherebbe quindi anche aziende alimentari come Zuegg. A rappresentarle, in queste ore di difficile mediazione con il Governo è principalmente Assobibe, l’associazione italiana delle industrie delle bevande analcoliche.

Le ricadute

«Le imprese temono l’entrata in vigore della Sugar tax, che non è una tassa sulle bevande zuccherate, ma su tutte le analcoliche che abbiano o meno zucchero: per capirci anche un te a zero zucchero deve pagare. Il prelievo arriva nel pieno della stagione estiva e potrà comportare un calo delle vendite, già in sofferenza l’anno scorso (-5% sul 2022), dal momento che a cascata investirà i consumatori», ragiona il presidente, Giangiacomo Pierini.

Una tegola ancor più pesante in un territorio come il Veronese che per mesi pullula di turisti che affollano ristoranti e bar per ristorarsi e che quest’anno staranno più attenti al portafoglio. «Ma anche senza guardare alle conseguenze sul mercato, le imprese, soprattutto Pmi (64% del settore, ndr) dovranno fare i conti con costi collegati alla burocrazia che deriva dalla nuova incombenza, dalla necessità di dotarsi di gestionali adatti e di formare in corsa il personale», evidenzia. Si valuta che in pochi mesi i posti di lavoro che potrebbero andare in fumo si aggirino intorno ai 5mila.

Le possibili soluzioni

Pressato dalle istanze delle imprese, il Governo sembrerebbe optare per il rinvio dell’imposta al primo luglio 2025. Coperture permettendo, perché i 70 milioni che si dovevano trovare con la Sugar Tax sono da scovare in altro modo. Nell’emendamento presentato tra venerdì e sabato notte dall’Esecutivo al decreto Superbonus, era prevista la proroga della Plastic tax (al 1° luglio 2026) mentre per la Sugar tax, l’ipotesi era di un’applicazione per i primi due anni con un prelievo di 5 euro per ettolitro di prodotto finito contro i 10 euro inizialmente previsti (che scatterebbe dal 1° luglio 2026 per allinearla alla Plastic tax). Le aziende sperano nella proroga.

Sulle barricate ci sono anche le associazioni di categoria dell’agricoltura: molte bevande sono realizzate con frutta o zucchero da barbabietola locali, prodotti da agricoltori che alle imprese di bibite analcoliche sono legati da rapporti commerciali. La Sugar tax comporterà un taglio del 16% di acquisti di materie prime, secondo le stime di Assobibe. In prima linea, in questa battaglia, Coldiretti e Confagricoltura, che sottolinea: «Colpisce che alla Sugar tax venga riservato un trattamento diverso rispetto alla Plastic tax, ancora rinviata. L’auspicio è che ci siano i margini per rivedere l’intera norma».

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