Signorvino rilancia da Verona «Qui continueremo a investire»

Calzedonia  (da sinistra) Federico e il padre Sandro Veronesi, l’altra sera nella sede di Signorvino di via Preare
Calzedonia (da sinistra) Federico e il padre Sandro Veronesi, l’altra sera nella sede di Signorvino di via Preare
Calzedonia  (da sinistra) Federico e il padre Sandro Veronesi, l’altra sera nella sede di Signorvino di via Preare
Calzedonia (da sinistra) Federico e il padre Sandro Veronesi, l’altra sera nella sede di Signorvino di via Preare

Signorvino ha brindato giovedì a Verona alla festa conclusiva dei suoi dieci anni di attività, in prospettiva di aumentare da 27 a 29 cantine con enoteca in Italia entro fine anno e di aprire l’anno prossimo a Parigi. E dalla sede in via Preare Sandro Veronesi, reduce proprio dalla Ville Lumiere per l’evento Calzedomania, ha annunciato: «Continueremo a dare il nostro contributo al Veronese, dove tutto è nato. A partire dalla Fondazione San Zeno, che interviene in tanti campi. Il sindaco? Non l’ho ancora conosciuto, non c’è stato tempo ma lo incontrerò a breve». E per quanto riguarda la situazione di difficoltà. «Bisogna portare pazienza», precisa, «e portare avanti idee per risparmiare, nella consapevolezza che nei momenti difficili le persone si rivolgono soprattutto ai marchi di cui si fidano». In una sede illuminata da fari bianchi e rossi il presidente del gruppo del fashion retail che oggi conta 2,5 miliardi di euro e 5.000 negozi a marchi come Calzedonia, Tezenis, Falconeri e Intimissimi, ha ricordato il motivo per cui ha investito nel mondo del vino: «All’inizio mi proponevano l’acquisto di cantine ma io ho preferito puntare innanzitutto dove il vino si racconta e si vende», ha sottolineato Sandro Veronesi. «Veniamo da un mondo dove siamo abituati a dare valore al pubblico, al modo di consumare il prodotto e alla comunicazione, così abbiamo pensato di trasferire la nostra esperienza dal settore della moda a quello vinicolo». Tre progetti, 20 milioni A proposito dei 20 milioni di euro di investimenti annunciati dal gruppo ad agosto per tre progetti enologici mirati all’enoturismo e alla vendita diretta in Sardegna e in Trentino, Veronesi ha dichiarato: «Oltre agli investimenti nella realtà distributiva, vogliamo maturare un’esperienza diretta in qualità di cantine per approfondire il nostro legame con il mondo del vino e sviluppare eccellenze. Una piccola filiera con produzione biologica che si appoggia a Signorvino, dove puntiamo ad avere 1.500 etichette, qualificandoci come vetrina del vino italiano». Le sfide, la crescita In dieci anni Signorvino ha ingaggiato molte sfide: «Sembra ieri, abbiamo ancora tanta strada da fare», ha fatto un bilancio Federico Veronesi, figlio di Sandro e general manager del brand enologico. «Siamo in forte crescita sul 2021 e sul 2019, con una proiezione del giro d’incassi che supera quest’anno i 50 milioni, in aumento tra il 20 e il 30% rispetto al 2019 e quasi del doppio rispetto al 2021. Siamo molto contenti», ha affermato Federico Veronesi, «la situazione sembra tornata alla normalità dopo la pandemia e, anche se l’economia è afflitta da difficoltà, siamo ottimisti, perché abbiamo una base solida per andare avanti, le nostre spalle sono larghe per resistere e superare le difficoltà. Contiamo sulla nostra squadra, composta da 350 persone in Italia, che non abbiamo mai abbandonato, la maggioranza dei quali sono proprio veronesi. E contiamo anche», ha sottolineato il general manager, «sull’importante lavoro di formazione svolto sinora». Cibo, musica, ospiti Al piano terra dello store di Signorvino in via Preare risuonano le note del jazzista Mauro Ottolini con l’orchestra OttoVolante, applauditi anche da Tracy Eboigbodin, la cuoca veronese vincitrice dell’undicesima edizione di Masterchef. Il personale dell’enoteca serve veloce piatti della tradizione abbinati a vini locali. Marketing, coccole, idee «Da noi le idee e il territorio hanno il loro peso, a partire dalla cultura e dall’abilità dei wine specialist di Signorvino, una realtà specializzata che mancava nel settore», ha ribadito Sandro Veronesi. «Nei momenti difficili le persone si rivolgono ai marchi di cui si fidano e Signorvino sta diventando sempre più conosciuto. Puntiamo sul marketing per coccolare i nostri clienti che sono il patrimonio più importante. Il canale online conta ma vogliamo restare omnichannel, con un servizio integrato in cui siano i clienti a scegliere se acquistare i vini in negozio e poi consumarli nelle nostre enoteche con cucina, in abbinamento a piatti del territorio, o a casa». In attesa di aprire oltre che a Parigi, una nuova sede anche a Praga, nella Repubblica Ceca, l’anno prossimo: «Ci stiamo lavorando, siamo in fase di negoziazione», annuncia Federico Veronesi.•.

Monica Sommacampagna