Per l’agricoltura Ue
un 2017 di novità
tra bio e nuova Pac

BRUXELLES

Il 2017 sarà «l’anno dell’azione» sulla filiera alimentare, dove «per troppo tempo i produttori agricoli sono stati tra coloro che hanno subito di più gli shock di prezzo». Così il 15 dicembre Phil Hogan, commissario Ue all’agricoltura aveva chiuso i lavori della prima riunione del Gruppo europeo di alto livello per migliorare il funzionamento della filiera alimentare. Di iniziative di questo tipo si parla dal 2010. Il 2017 vedrà la ripresa del dibattito sull’assetto della politica agricola europea e sarà decisivo per capire se e quando saranno approvate le nuove regole sul biologico, in discussione da due anni e mezzo. Sullo sfondo, il negoziato sulla Brexit che potrebbe costare 3 miliardi l’anno alla Pac e la presentazione della proposta sul bilancio pluriennale 2020-2027.

Per l’alimentare, il 2017 arriva dopo una serie di eventi cruciali. Tra questi, l’approvazione in estate di una risoluzione dell’Europarlamento che chiede alla Commissione leggi contro le pratiche sleali. Stessa raccomandazione nel Rapporto della Task Force sui mercati agricoli, commissionato da Bruxelles e pubblicato in novembre. Infine, in dicembre, il Consiglio Ue ha chiesto una valutazione di impatto su un eventuale intervento legislativo. Leggi nazionali su pratiche sleali esistono in 20 stati membri, ma non tutti sono d’accordo sulla necessità di norme Ue.

Intanto, Europarlamento e Consiglio Ue proseguono i lavori sul regolamento omnibus, cioè le proposte presentate dalla Commissione in ottobre a sostegno dei giovani e per stabilizzare il reddito degli agricoltori in caso di crisi. L’obiettivo è che le norme siano in vigore a inizio 2018. Come annunciato il 6 dicembre da Jean-Claude Juncker, nelle prime settimane del 2017 partirà una consultazione pubblica sul futuro della Pac con pubblicazione di una comunicazione. Difficile che la Commissione Juncker, che scade nel 2019, realizzi una riforma, ma nel 2017 ci saranno le prime indicazioni su cosa sarà la Pac dopo il 2020.

Sulla nuova politica agricola che rispoda sviluppo sostenibile e cambiamento climatico, pesano il negoziato sulla Brexit e il dibattito sul quadro finanziario 2020-2027. Infine, la presidenza maltese che parte l’1 gennaio dovrà superare l’impasse sulle regole per il biologico. Uno dei punti controversi è la soglia per la decertificazione automatica di un prodotto con tracce di pesticidi non autorizzati nel bio. parametro sulla cui necessità insistono la Commissione e i Paesi più forti produttori di bio come l’Italia, ma che non piace ai consumatori del Nord Europa.