Tra il 2025 e il 2027

Il colosso Intel apre a Vigasio e investe 4,5 miliardi di euro: previsti 1.500 posti di lavoro

Altri 3.500 posti di lavoro saranno creati nell’indotto Qui troverebbe posto l’attività di assemblaggio e confezionamento dei micro-chip e semiconduttori
Intel. L’equipe di Intel al alvoro nella nuova fabbrica di chip in Irlanda
Intel. L’equipe di Intel al alvoro nella nuova fabbrica di chip in Irlanda
Intel. L’equipe di Intel al alvoro nella nuova fabbrica di chip in Irlanda
Intel. L’equipe di Intel al alvoro nella nuova fabbrica di chip in Irlanda

Il colosso americano dei chip e semiconduttori Intel e il governo italiano di Draghi hanno scelto Vigasio, alle porte di Verona, dove realizzare un insediamento industriale di microchip (si tratterebbe della parte di assemblaggio e confezione) grazie ad un investimento multimiliardario.

La notizia è stata diffusa ieri dall’agenzia Reuters che cita fonti molto vicine al dossier. Inizialmente il piano prevede un finanziamento di 4,5 miliardi di euro, destinato ad aumentare, e creerà fin da subito 1.500 posti di lavoro a cui se ne aggiungono altri 3.500, derivanti dall’indotto. L’operazione dovrebbe essere tra il 2025 e il 2027. 

La scelta di Vigasio è arrivata dopo aver valutato anche un’altra località in Piemonte, ma a convincere la multinazionale statunitense sarebbero state le infrastrutture logistiche scaligere che collegano molto più facilmente l’Italia alla Germania dove Intel ha in programma di costruire altre due fabbriche di microchip. Intel infatti ha già avuto il via libera dal governo di Berlino per realizzare altri due insediamenti produttivi a Magdeburgo da 17 miliardi di euro. 

Non ci sono per ora conferme ufficiali da parte di Intel o dall’Esecutivo di Draghi anche perché le trattative, scrive la Reuters, sono ancora in corso e confidenziali. Non ci sarebbero inoltre altri dettagli sull’operazione ma l’agenzia Reuters aveva già riportato precedentemente che Roma sarebbe pronta a finanziare il progetto fino al 40% dell’investimento totale in Italia. Chiaro che ora questo accordo fatto dal Governo Draghi dovrà essere esaminato e formalizzato dal nuovo esecutivo che uscirà in queste ore dalle urne. E sarà proprio quest’ultimo a darne l’annuncio ufficiale. Per dare una spinta alla produzione di chip made in Italy, l’Italia avrebbe anche parlato con altre società come la italo-francesce StMicroelectronics, la Memc Eletronic Materials Inc e Tsmc di Taiwan e l’israeliana Tower Semiconductor (acquisita da Intel all’inizio di quest’anno).

L’insediamento industriale di Vigasio si inserisce in un piano decennale da 88 miliardi di dollari di Intel a livello globale: all’Europa dovrebbero essere destinati 33 miliardi di euro, di cui 17 miliardi in Germania e altri in Irlanda, Spagna, Polonia e Francia. L’annuncio del mega-piano di investimenti, Intel lo ha fatto nel marzo scorso un mese dopo che la Commissione Europea aveva predisposto alcuni piani per incoraggiare l’industria dei microchip a investire nei Paesi Ue. E la collocazione di più insediamenti industriali in diversi Paesi europei servirebbe a Intel per raccogliere il massimo di incentivi da parte dei singoli Paesi Ue. 

La grande richiesta sul mercato di semiconduttori e mircrochip ha spinto la Ue da una parte e la Intel, (ma ci sarebbero altre importanti compagnie del settore pronte) a sfruttare le opportunità di incentivi in Europa. La Volkswagen nei mesi scorsi aveva fatto sapere di non aver venduto 2 milioni di auto a causa della mancanza di chip. Il colosso tedesco dell’auto ha la sua base commerciale in Italia qui nel Veronese al Quadrante Europa. E a confermare la vocazione logistica europea di Verona sono anche gli insediamenti di Zalando (che ha scelto il centro logistico gestito da Fiege Logistic a Nogarole Rocca) e molte altre società di distribuzione come Aldi a Oppeano. Infine i costruttori di chip stanno cercando di costruire altre fabbriche per realizzare nuovi chip più avanzati per i nuovi premium smartphone come l’ultimo iPhone che usa i chip con la tecnologica «nanometer». 

L’insediamento industriale di Intel a Vigasio potrebbe trovare posto nel District Park che ha cambiato proprietà nell’ottobre 2021 passando al fondo Vicus gestito da Prelios sgr.  Sulla struttura da un milioni di metri quadrati il colosso americano del settore immobiliare Hines aveva annunciato un investimento di 300 milioni di euro per realizzare il parco logistico attraverso il fondo Vicus I. 

Paolo Dal Ben