Digitale e assicurazioni «In Italia può crescere»

Simone Ranucci Brandimarte
Simone Ranucci Brandimarte
Simone Ranucci Brandimarte
Simone Ranucci Brandimarte

Prodotti assicurativi, innovazione e tecnologia digitale: il futuro è servito, purché s’investa a dovere nella formazione per gli addetti ai lavori e nell’educazione dei consumatori finali. Le prospettive economiche, a detta degli esperti dell’Italian Insurtech Association (IIA), ci sono e sono solide perché il mercato insurtech italiano è in continua crescita. Negli ultimi 30 mesi sono stati 510 i milioni di euro investiti, con 200 milioni solo nel primo semestre 2022 contro i 60 milioni del primo semestre 2021, per un incremento del +230%. Parte da questo dato in impennata la terza edizione dell’Italian Insurtech Summit, il più grande evento innovativo del settore assicurativo italiano, organizzato dalla IIA dal 21 settembre e in chiusura oggi. Numeri record L’evento, di cui il Gruppo editoriale Athesis è media partner, ospita 135 aziende del settore, 200 speaker italiani e di 35 Paesi esteri provenienti dal mondo dei servizi finanziari, della tecnologia e della creatività. Gli interventi si possono seguire in rete, all’indirizzo https://insurtechitaly.com/event/italian-insurtech-summit-2022/. Verranno affrontati i temi legati all’innovazione digitale dell’industria assicurativa (420mila addetti in Italia), che IIA vuole accelerare attraverso la condivisione di buone pratiche tecnologiche, la sinergia tra gli associati e il confronto con istituzioni nazionali e internazionali. Nelle tre giornate verranno pure tratteggiati gli scenari che l’ecosistema insurtech ha davanti. Anche alla luce dell’attuale contesto macroeconomico di grande incertezza. Opportunità Tre i punti chiave su cui IIA è in prima linea con questo e altri eventi, come spiega il presidente Simone Ranucci Brandimarte: «Investire in tecnologia e formazione, promuovere le competenze, educare il consumatore per accrescere la conoscenza e cultura dei prodotti assicurativi che in Italia ancora non sono così diffuse. È anche un fattore culturale, infatti, e serve un cambiamento in questo senso, prendendo esempio dai Paesi anglosassoni in cui assicurazioni che riguardano la casa, la salute, il lavoro o i beni sono assolutamente normali. Si stima che entro il 2030 il valore dei premi complessivi toccherà i 10 trilioni di dollari a livello mondiale e che l’80 per cento delle polizze sarà veicolato attraverso piattaforme digitali», continua Ranucci Brandimarte. «Si tratta di un’opportunità enorme per il mercato, ma per non perderla è fondamentale investire non solo sull’acquisizione di competenze digitali da parte degli operatori, ma anche sull’educazione del consumatore, ancora inconsapevole di strumenti e servizi che ha a disposizione». Osare di più L’invito è quello di alzare l’asticella, scommettendo sulla tecnologia e sul digitale in ambito assicurativo nel lungo periodo. Senza troppi timori, anzi con coraggio. Mica per niente, infatti, lo slogan dell’edizione 2022 del Summit è «Raise the bar». Soprattutto in Italia, fanalino di coda rispetto ad altri stati europei come Germania e Francia che hanno rispettivamente investito 3,3 e 2,9 miliardi dall’inizio 2020 a giugno 2022. «Il mercato assicurativo digitale nostrano ha un grande potenziale di crescita», conclude il presidente di IIA. «Riteniamo sia fattibile raggiungere l’obiettivo di un miliardo di euro in investimenti in campo insurtech entro il 2023». •.

Camilla Madinelli