Cristoforetti e Delibori vincono con il Bardolino

Due famiglie Franco Cristoforetti e Tiziano Delibori
Due famiglie Franco Cristoforetti e Tiziano Delibori
Due famiglie Franco Cristoforetti e Tiziano Delibori
Due famiglie Franco Cristoforetti e Tiziano Delibori

Era il 1971, esattamente cinquant’anni fa, quando il commerciante trentino di Avio Giorgio Cristoforetti e Walter Delibori, viticoltore a Incaffi sul monte Moscal e mediatore di uve, fondarono la loro società, che oggi si conferma tra i protagonisti del settore vinicolo-turistico del lago di Garda. Cristoforetti aveva chiesto a Delibori di trovargli una campagna nell’area del Bardolino, che aveva ottenuto la Doc nel 1968. Fecero amicizia e incominciarono a vinificare insieme ad Affi con l’obiettivo, allora, di vendere il vino sfuso alle aziende imbottigliatrici del veronese. Il salto negli anni ’80 La svolta avvenne negli anni ’80: l’azienda fu tra le prime ad abbandonare i sistemi di allevamento iperproduttivi, che rappresentavano un’impostazione ormai superata e appartenente al passato. «Abbiamo livellato le superfici, razionalizzato i terreni, siamo passati alla coltivazione a filare», racconta Giorgio Cristoforetti. «Fu un lavoro impegnativo, ma l’obiettivo era ambizioso: migliorare nettamente la produzione». A mezzo secolo di distanza il gruppo Cristoforetti e Delibori, che ha sede e cantina a Calmasino di Bardolino, gestisce due brand vinicoli dedicati al settore horeca, Villa Cordevigo e Vigneti Villabella, già premiato con i tre bicchieri del Gambero Rosso con il suo Bardolino Morlongo, prototipo dei vini del nuovo distretto bardolinese del Montebaldo. L’altro marchio storico, Delibori, è rivolto alla gdo. Accoglienza e resort Inoltre, a Cavaion è stato lanciato il primo wine resort cinque stelle lusso del Garda Veronese, Villa Cordevigo, in una dimora patrizia del ’600-’700 restaurata e approdato nel prestigioso club dei Relais & Châteaux. In una dependance dell’albergo c’è anche il ristorante Oseleta, stella Michelin dal 2013, che vede al timone delle cucine lo chef Marco Marras. «La nostra terra», continua Giorgio Cristoforetti, «è testimonianza di una scelta coraggiosa, se ripenso agli anni in cui l’abbiamo acquistata e a quanto abbiamo faticato per pagarla e per andare avanti. Ma adesso abbiamo la soddisfazione di essere arrivati a un grande traguardo». Ai suoi ricordi si aggiungono quelli di Tiziano Delibori, che ha preso il posto di papà Walter, prematuramente scomparso: «Ho fatto la mia prima vendemmia nel 1971, quando venne fondata la società. Avevo finito il servizio militare ed ero perito industriale, però avevo la passione del vino. Mio padre disse che in cantina c’era posto: ho incominciato così». L’ultima sfida è il Gaudenzia Villa Cordevigo, un Chiaretto di Bardolino che esce sul mercato dopo due anni dalla vendemmia. Attualmente è in commercio il 2019, che ha ottenuto dalla rivista tedesca Falstaff il punteggio di 94 centesimi, piazzandosi tra i primi tre rosé italiani. A fare il punto è Franco Cristoforetti, figlio di Giorgio e presidente del Consorzio di tutela del Chiaretto e del Bardolino, dell’Associazione Vini Veronesi (Avive) e dell’Istituto del Vino Rosa Autoctono Italiano (Rosautoctono), oltre che del settore vitivinicolo di Confagricoltura Verona. Gruppo da 5 milioni di bottiglie «Produciamo annualmente 5 milioni di bottiglie», precisa, «di cui 4,4 a marchio Delibori e nell’area vino fatturiamo 14 milioni, che salgono a 17,5 comprendendo l’hotel Villa Cordevigo e il ristorante Oseleta. Imbottigliamo le maggiori denominazioni di origine veronesi e coltiviamo 200 ettari di proprietà». A questi se ne aggiungono 100 in conduzione diretta, prevalentemente nel territorio del Chiaretto e del Bardolino, ma anche in Valpolicella e Lugana. Il 60% dei ricavi proviene dall’export in 35 diversi paesi, con la Germania, il Nord Europa, il Nord America e l’Asia tra gli importatori più significativi.•.

Silvia Allegri

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