Centinaio: «Il Custoza lo merita Al via due nuove certificazioni»

Vertici Roberta Bricolo con Gian Marco Centinaio Foto Sommacampagna
Vertici Roberta Bricolo con Gian Marco Centinaio Foto Sommacampagna
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Vertici Roberta Bricolo con Gian Marco Centinaio Foto Sommacampagna

«Il territorio del Custoza doc merita più di altri di essere inserito nel registro nazionale del paesaggio rurale storico e della Fao. Se volete ragioniamo insieme, facciamo un tavolo per avviare la candidatura». Lo ha proposto sabato scorso il sottosegretario del Mipaaf Gian Marco Centinaio all'Hotel Veronesi La Torre a Dossobuono per il cinquantesimo della denominazione. La presidente del Consorzio di tutela Vino Custoza doc Roberta Bricolo si è detta pronta ad affrontare l'iter insieme ai produttori, a coronamento di un più ampio progetto condiviso per restituire al bianco tra i colli morenici e il Lago di Garda un posizionamento di mercato adeguato alla sua storia. Le linee strategiche «Sostenibilità, digitalizzazione e promozione in Italia e a livello internazionale sono oggi i tre pilastri dell'attività consortile dopo l'importante lavoro, soprattutto tecnico, di chi mi ha preceduta, Luciano Piona, scomparso lo scorso gennaio», ha ricordato alla stampa. E ha letto l'endorsement del presidente della Regione Veneto Luca Zaia: «I bravi produttori del Custoza dimostrano quanto impegno e passione sono necessarie per giungere ai risultati di questa doc, parte del nostro dinamico settore vitivinicolo ed espressione di eccellenze riconosciute nel mondo». Degustazione Nella Masterclass la veronese Alessandra Piubello, corrispondente di Decanter, ha focalizzato un altalenante 2020 con siccità e un finale tra i più freschi degli ultimi cinquant'anni e ha articolato un sentito racconto tra produttori e territorio sulle note di Ludovico Einaudi. «Oggi la doc conta 100 aziende (91% soci del consorzio), 1.200 ettari, 12 milioni di bottiglie dove le cantine sociali Custoza, Castelnuovo e Consorzio Agrario Cantina Caorsa incidono per il 34% sul totale dell’imbottigliato», ha detto l'esperta. Qualità e annata In primo piano non solo i frutti dei diversi blend che le aziende possono sviluppare a partire da almeno il 70% di Garganega, Bianca Fernanda e Trebbianello, in un 2020 dagli esiti disomogenei ma che si preannuncia gradevole e con prospettive di longevità, ma vicende umane che fanno la differenza nel bicchiere. Dall'intreccio storico tra ristorazione e viticoltura di Albino Piona alla prossima apertura di un wine relais della biologica Le Tende ai progetti delle nuove generazioni di Corte Gardoni dopo la morte di Gianni Piccoli. Accelerazione Veronika Crecelius, corrispondente di Weinwirtschaft, ha segnalato il cambio di marcia della denominazione, propensa a investire anche sull'ospitalità e ha analizzato le performance di Custoza 2018 e 2019: da un vino da ettari selezionati della Cantina di Custoza che con il matrimonio con la cantina di Valpantena punta al salto dei 100 ettari dedicati alla vivacità di Villa Medici fino all'intenso e persistente 2018 di Gorgo. Futuro Alla sfida degli anni, i Custoza Superiore di Le vigne di San Pietro 2016, Monte del Fra' 2015, Elianto Menegotti 2014 e Cavalchina 2013 hanno ottime capacità espressive e tracciano la strada secondo Marco Sabellico, curatore della Guida Vini d'Italia Gambero Rosso. Un percorso che, però, deve essere adeguatamente comunicato anche a un pubblico internazionale, come ha ribadito l'esperta tedesca, soprattutto nel mercato storico della Germania. Il Custoza doc è stato celebrato anche dalla cena proposta dallo chef stellato Giancarlo Perbellini che gli ha dedicato un risotto acido con emulsione al Custoza, limone, olio all'erba cipollina e crema inglese al pomodoro.•.

Monica Sommacampagna

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