Cassa Padana Utile netto a 12 milioni Impieghi +13%

Conti 2020 ampiamente positivi per la Cassa Padana, uno degli istituti di credito cooperativo più grandi d’Italia, presente nel Veronese con una decina di filiali. Approvato dai soci a grande maggioranza il 13 maggio, il bilancio vede 12 milioni di utile netto, 1,8 miliardi di raccolta diretta, oltre 926 milioni di raccolta indiretta (di cui 566 milioni di raccolta gestita) e 1,42 miliardi di impieghi alla clientela. Numeri importanti, tutti in crescita sul 2019 (soprattutto gli impieghi, saliti di quasi il 13%), cui va aggiunta l’accensione di 3.363 nuovi mutui per un importo totale di 301,2 milioni. A livelli elevati pure l’indice Cet 1 dell’istituto, vicino al 20%. I dati fotografano il risanamento della banca che già nel 2019 aveva terminato una pulizia di bilancio con perdite ingenti anche nell’esercizio precedente. Sottolinea il presidente Romano Bettinsoli: «Famiglie e imprese si sono trovate di fronte a scenari inimmaginabili. Grazie a soci, clienti e dipendenti siamo riusciti a traghettare la banca nel nuovo processo organizzativo che li vede non più come operatori bancari, ma gestori di relazioni e di fiducia». Per il direttore generale Andrea Lusenti, «abbiamo risposto all'appello dello Stato e del gruppo Cassa Centrale per le misure a sostegno dell'economia: dalla moratoria integrale per famiglie residenti e imprese con sede in zona rossa, a quella per i privati incorsi in una riduzione transitoria del reddito, alla concessione di linee di credito per imprese in difficoltà». Nel 2020 Cassa Padana ha aperto due nuove filiali, nel mantovano e nel ferrarese. Ne conta oggi 60 fra Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna. Resta vivo l’interesse per il veronese, dove nel 2011 era stata rilevata Banca Veneta 1896; la provincia rientra nelle future strategie di espansione della banca. •. Al.Az.

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