Il sondaggio

Caro energia, l'allarme degli artigiani: «Costretti a tagliare luce e riscaldamento»

Il 50,6% lo considera un provvedimento urgente. E poi l’agenda elettorale: raffreddare i costi, meno pressione fiscale e sburocratizzazione. L’autonomia? «Non sarà attuata»
Piccole e micro imprese: nel Veronese si punta a tagliare i costi energetici
Piccole e micro imprese: nel Veronese si punta a tagliare i costi energetici
Piccole e micro imprese: nel Veronese si punta a tagliare i costi energetici
Piccole e micro imprese: nel Veronese si punta a tagliare i costi energetici

Manca una manciata di giorni alla chiusura della prima campagna elettorale estiva della storia della Repubblica. Un sondaggio, realizzato da Confartigianato Imprese Veneto tra il 6 e il 9 settembre con il sistema di intervista telefonica Cati, su un campione di imprenditori, la cui componente più cospicua è costituita da artigiani veronesi, mette in chiaro le necessità delle piccole aziende regionali e rileva il «sentiment» degli imprenditori, tra preoccupazioni, necessità di risparmi e l’urgenza di chiedere ai candidati interventi rapidi.

Il caro-energia è il tema più urgente

In provincia, il 50,6% dei piccoli e micro imprenditori intervistati dichiarano che dovrà «fare meno uso di illuminazione aria condizionata/riscaldamento, e questo indica qual è il tema/problema più urgente. E questo spiega anche il motivo per cui il 61,3% di chi ha risposto al test ritiene che, all’uscita della pandemia, il governo Draghi avrebbe dovuto arrivare alla fine della legislatura. Ma non solo: nell’interesse del Paese, per il 38,8% degli intervistati la prima azione da attuare da parte del nuovo Governo dovrà essere l’approvazione delle riforme su fisco, giustizia e appalti.

 

Gli artigiani e le urne

Il 53,8% considera un bene aver ridotto il numero dei parlamentari (ma il 35% ritiene che il loro numero non sia rilevante, considerando più importante il loro operato). Bocciata, invece, la scelta dei candidati alle politiche di domenica, ritenuti dal 63% poco rappresentativi se non sconosciuti. Gli artigiani locali pensano nel 35% dei casi che le segreterie di partito abbiano «paracadutato» i loro uomini e donne sul territorio, con scarsa attenzione alla reale rappresentanza. Ciò nonostante, il 56,3% degli intervistati afferma che andrà a votare; il 18,8% non ha ancora deciso; il 15% andrà alle urne ma non sa ancora a chi darà la preferenza, mentre il 7,5% è certo che non lo farà. Anche in provincia di Verona vince la disillusione sull’autonomia differenziata: il 41,3% è convinto che nonostante il referendum, non verrà mai attuata.

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Le priorità per il nuovo governo: sos materie prime

Ma ecco le priorità che il nuovo Governo dovrà mettere in agenda. I piccoli imprenditori veronesi considerano prioritario che nei primi 100 giorni venga messa a punto la riduzione del costo dell’energia (73,8%) e delle materie prime (41,3%), compressa la pressione fiscale (67,5%) e si lavori alla sburocratizzazione fiscale (25%). Tra gli altri interventi richiesti, semplificare la Pa (25%), facilitare l’incontro tra domanda e offerta di lavoro (13,8%), eliminare la Legge Fornero sulle pensioni (6,3%), rendere più agevole l’aggregazione tra imprese (5%).

Sul caro-energia ci si attende un’azione politica più forte a livello europeo per la riduzione dei prezzi (56,6%), mentre il 46% insiste per sostenere gli investimenti in energie rinnovabili (comunità energetiche e autoproduzione). Questa emergenza dovrà essere affrontata per prima, in continuità con le azioni calmieratrici già messe in campo dal Governo Draghi. «Le quali, nonostante lo sforzo», sottolinea il presidente di Confartigianato Verona, Roberto Iraci Sareri, «si sono rivelate assolutamente insufficienti. L’azzeramento degli oneri generali di sistema ai valori odierni della bolletta dell’energia elettrica, praticamente incide per meno del 10% del totale dei costi. Abbiamo un ulteriore aiuto con il contributo straordinario sotto forma di credito d’imposta per i maggiori costi del gas e dell’elettricità sostenuti nel 2022 rispetto al 2019, ma siamo lontani dal considerarlo un sostegno importante».

Le soluzioni proposte

Per Confartigianato serve prevedere un credito d’imposta reale del 50%, calcolato su tutto l’anno, non da applicare per i conteggi al solo periodo primaverile, dove i consumi del gas sono in buona parte delle imprese molto bassi, ed intervenire sulla composizione tariffaria con una misura strutturale di riduzione degli oneri generali in bolletta e il loro finanziamento con altre forme di gettito. «Occorre proseguire con il pressing a Bruxelles sul “price cap“ per contenere il prezzo del gas e puntare all’autoproduzione energetica per mettere al riparo il sistema produttivo dalle oscillazioni del mercato e dalle speculazioni sul costo dell’energia. Quindi servono incentivi per le imprese che vogliono installare pannelli fotovoltaici. In tema di comunità energetiche occorre accelerare e completarne la normativa», ragiona. «Più in generale chiediamo ascolto. Nella programmazione dell’economia, la politica non può essere autoreferenziale, altrimenti si rischiano leggi inapplicabili, norme che non servono a nulla, declamate come se fossero soluzioni», conclude Irari Sareri.

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Valeria Zanetti