Amarone, il «rosso» scelto
dai giovani statunitensi

Successo dell’Amarone in Usa? In primis tra i Millennials, fascia d’età tra 21 e 35 anni , propensi a cambiare sperimentando nuovi prodotti. È una delle nuove frontiere per le cantine veronesi che producono una delle Docg più famose al mondo. Tutto questo è evidenziato da un’indagine di Wine Monitor su un campione di consumatori di vino rosso in California, New York, Texas e Washington, commissionata dal Consorzio Tutela Vini Valpolicella e confermata da uno studio di Nomisma sul packaging, presentato all’Università degli Studi Gastronomici di Pollenzo.

«L’estero è componente fondamentale del mercato dell’Amarone con una propensione a superare i confini nazionali del 65%», ha illustrato Olga Bussinello, direttore del Consorzio che ha organizzato il convegno, «Mercati e Tutela della Denominazione» al Villa Quaranta Park Hotel di Pescantina finalizzato ad approfondire l’evoluzione e ad analizzare i temi di tutela e nome delle denominazioni. «I rossi Doc del Veneto sono cresciuti nel 2016 negli Usa del 6% rispetto al 2015», ha evidenziato Denis Pantini di Nomisma, «l’Amarone è più comprato dagli americani tra 21 e 35 anni, i cosidetti Millennials. Su 200 milioni di euro di export esteri, 28 milioni sono il controvalore negli Usa dell’Amarone che registra buona penetrazione anche sui mercati scandinavi, canadese, cinese oltre a Germania e Svezia». L’Amarone, fa gola a produttori di altri Stati che ne storpiano il nome per sfruttare il successo commerciale. «Negli Usa fin dal 1975», ha spiegato Paolo Veronesi, Società Italiana Brevetti, «ci sono aziende che hanno chiamato i loro vini Amarone o Valpolicella. Molte di queste aziende ora non li chiamano più così. Sul piano legale per un Consorzio una causa è impegnativa per il costo della tutela legale, nell’ordine di 300-400mila euro. Negli ultimi anni abbiamo attivato un organismo mondiale sulla sorveglianza dei marchi e riusciamo a scoprire, in tempo reale, se un’azienda deposita nomi che possono confondere e creare danno a chi detiene il nome legittimamente. In due casi siamo riusciti a fare ritirare la domanda di registrazione ad aziende per i marchi Amarina e Calpolicella».

«Svolgiamo molte iniziative a tutela dei nostri marchi Amarone, Valpolicella, Ripasso, Recioto nonostante siano stati registrati dalla Camera di commercio di Verona» ha affermato Christian Marchesini presidente del Consorzio traendo le conclusioni, «Da cinque anni chiediamo alla Camera di trasferirceli. In talune situazioni se volessimo tutelare i nostri produttori, corriamo il rischio di vederci rigettare l’eventuale azione legale perchè non siamo i legittimi titolari del marchio».M.U.