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Allevatori, 220 milioni contro rincari e guerra

Allevamenti Aiuti alla zootecnia (suini, bovini, ovino-caprini e avicoli)
Allevamenti Aiuti alla zootecnia (suini, bovini, ovino-caprini e avicoli)
Allevamenti Aiuti alla zootecnia (suini, bovini, ovino-caprini e avicoli)
Allevamenti Aiuti alla zootecnia (suini, bovini, ovino-caprini e avicoli)

Sono in arrivo oltre 220 milioni di aiuti per gli allevamenti, a ristoro delle perdite dovute all’aumento dei costi di produzione ed al conflitto in Ucraina. Il ministero per le Politiche agricole ha approvato due decreti, con erogazione dei fondi entro il 30 settembre. Il primo è mirato a coprire le maggiori uscite dovute ai rincari. Esso prevede 80 milioni di euro di aiuti. La metà di essi andrà agli allevamenti di suini, 28 per i maiali e 12 per le scrofe, mentre alla filiera ovicaprina sono destinati 11 milioni ed al comparto delle carni bovine 9 (4 per quanto riguarda gli animali di età inferiore agli otto mesi e 5 per i bovini di razze autoctone). Avicoltura Venti milioni, infine, sono stati riservati alla filiera avicola, che ha subito anche l’influenza aviaria. In particolare, sei milioni sono destinati agli allevamenti di galline ovaiole, cinque a quelli di tacchini, quattro ai polli, tre ai conigli e 2 ad imprese di trasformazione, incubatoi e centri di imballaggi uova. I contributi avranno come limite 35.000 euro per le imprese agricole e 400.000 per le ditte di trasformazione. Il secondo decreto è rivolto ai produttori del comparto zootecnico e riguarda i danni indiretti conseguenti alla guerra. Esso ha una dotazione di 144 milioni di euro, di cui 48 derivanti da fondi comunitari. A beneficiarne saranno le vacche da latte appartenenti ad allevamenti di qualità e le vacche di stalle montane, le bufale da latte, le vacche da carne e quelle inserite in piani selettivi o di gestione razza ed i bovini tra i 12 e i 24 mesi. «Apprezziamo questi sostegni, perché con i rincari che ci sono stati non riusciamo a pareggiare i conti», sottolinea Diego Zoccante, presidente della sezione avicoltori di Confagricoltura Verona. «Abbiamo avuto aumenti che vanno dal 30 all’80 per cento per quanto riguarda mangimi, gasolio agricolo, energia elettrica ed imballaggi ed anche se questi aiuti non saranno sufficienti a coprire le uscite in più del primo semestre, perché il 75% andrà alle aziende di trasformazione e il 25 a noi, si tratta di un passo in avanti», aggiunge. «Ora ci aspettiamo che anche la grande distribuzione riconosca il valore della nostra produzione, che ad oggi non è valutato in maniera né equa, né etica», rimarca Zoccante. «Noi allevatori siamo gli schiavi di questo settore, perché la nostra remunerazione non ripaga gli sforzi e gli investimenti compiuti, ed il problema dei prodotti pagati sottocosto ai produttori è prioritario: se le cose non cambieranno, nei prossimi mesi potrebbero chiudere molte aziende nel Veronese». •.

Luca Fiorin

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