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Will Smith e figlio perduti tra svarioni e déja-vu

Jaden Smith in After Earth
Jaden Smith in After Earth
Jaden Smith in After Earth
Jaden Smith in After Earth

Si fatica a riconoscere, nel protagonista di After Earth, quel Will Smith già nominato a quattro Golden Globe e due Oscar, attore simpatico e sensibile, adorato dal grande pubblico. Forse c'era aria di flop già durante le riprese, perché il divo, nel ruolo di un generale precipitato sulla Terra ostile assieme al figlio, appare paralizzato. Certo: il personaggio lo vorrebbe freddo, misurato al punto da non conoscere la paura, ma Smith sembra imbalsamato, che è tutt'altra cosa. Non è solo la peggiore interpretazione della sua carriera. Potrebbe essere la peggiore del cinema recente. Non lo aiuta avere come spalla il quindicenne rampollo Jaden, che era apparso bambino ne La ricerca della felicità ed è stato anche Karate Kid. Diventato adolescente ha perso in espressività quello che ha guadagnato in altezza. Il film dovrebbe riposare sulle sue spalle: non può e crolla. Un castello di carte da 200 milioni di dollari. A posteriori questo fallimento si sarebbe potuto evitare. Bastava, innanzitutto, non assoldare un regista nevrotico ed egotista come M. Night Shyamalan. La sua incapacità di gestire scene d'azione è pari solo alle pretese con cui, nella seconda metà della non più aurea carriera, ha confezionato proclami ecologico-scientologisti in versione Baci Perugina. Forte di un comparto tecnico di prima categoria, la pellicola, si fosse limitata a raccontare una storia di naufragio e sopravvivenza, con più adrenalina e meno sentimento sarebbe stata almeno gradevole. La deriva, però, inizia subito: tra mostri che fiutano la paura e guerrieri che, per vincere, devono essere incapaci di provarla. Soldati Zen o cavalieri Jedi? La minestra è sempre quella. Nella fantascienza, al giorno d'oggi, sarà anche difficile inventarsi delle novità ma almeno non si dovrebbe copiare. Il mostro, che si chiama Ursa, è identico a quello di Super 8. La tuta intelligente indossata dal giovane ranger è figlia di quelle che s'usavano in Dune. Non parliamo, poi, di tante incoerenze logiche: l'aria di quella che fu la Terra è nociva agli umani ma non a gli altri mammiferi presenti; durante la notte la temperatura cala sotto lo zero, eppure la flora resta verde e rigogliosa; e così via... L'incredibile, per essere digerito, pretende una sua intima coerenza. Non ce l'hanno neanche gli animali, in After Earth: i babbuini, dotati di quattro zampe ed agilità scimmiesca, corrono in branco più lenti del ragazzo in fuga; un gigantesco ibrido tra aquila e condor si affeziona al pulcino d'uomo, dopo che egli ha tentato di salvargli la nidiata. Ma questo non è Il libro della giungla! Gli orsi non ballano e la pantere non parlano, anche se Jaden Smith un poco assomiglia a Mowgli. Solo che il cartone animato era molto più espressivo.A.D.

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