L'INTERVISTA

Vittorio Sgarbi: da Verona a Brescia, il Garda diventerà una regione dell’arte

Vittorio Sgarbi con Oscar Farinetti durante un sopralluogo alla Rotonda che diventerà sede di Eataly, cibo e arte
Vittorio Sgarbi con Oscar Farinetti durante un sopralluogo alla Rotonda che diventerà sede di Eataly, cibo e arte
Vittorio Sgarbi con Oscar Farinetti durante un sopralluogo alla Rotonda che diventerà sede di Eataly, cibo e arte
Vittorio Sgarbi con Oscar Farinetti durante un sopralluogo alla Rotonda che diventerà sede di Eataly, cibo e arte

Veneto, Trentino e Lombardia: sono tre le regioni che si affacciano sulle sponde del Garda. Eppure il lago avrebbe tutte le carte in regola per diventare il fulcro di un’unica, grande macroregione, la cui identità è tracciata e definita da un denominatore comune: l’arte. È questo il progetto di Vittorio Sgarbi, presidente del Mag, Museo Alto Garda, e del Mart di Rovereto. E mentre a Riva del Garda è aperta da pochi giorni la mostra Michelangelo e la Cappella Sistina nei disegni autografi di Casa Buonarroti, prodotta e organizzata dal Mag e da MetaMorfosi in collaborazione con Casa Buonarroti di Firenze e il patrocinio della Provincia Autonoma di Trento, il critico d’arte racconta i progetti per il futuro che vedranno il coinvolgimento anche della provincia di Verona. Del resto, Sgarbi più volte è venuto in città per incontrare Farinetti e studiare qualche iniziativa per la sede di Eataly nell’ex Stazione frigorifera che diventerà nel prossimo autunno centro del gusto e dell’arte.

 

Presidente Sgarbi, si sta concretizzando il progetto che lei porta avanti da tempo: il lago di Garda diventa un punto di incontro e contatto per la cultura a livello nazionale. A partire proprio da Michelangelo.

Da tempo c’era il desiderio di documentare la presenza dell’arte sul lago di Garda attraverso il riferimento ai luoghi dove lavorarono i più grandi artisti. E c’è un progetto importante per il 2023, anno in cui Brescia e Bergamo per grazia del governo sono state proclamate capitali italiane della cultura. È in programma una mostra sul Rinascimento dove saranno protagonisti, tra gli altri, Giovanni Gerolamo Savoldo, Girolamo Romani detto Romanino. Poi, a Verona, Paolo Veronese, Caroto, Farinati, e tutto il Rinascimento a partire dal Mantegna. E poi ancora a nord, nel trentino, con Dosso Dossi al castello del Buon Consiglio. Ecco perché in prospettiva di questa mostra ho pensato di portare a Riva una raccolta di disegni del pittore che fu maestro imprescindibile, insieme a Raffello: Michelangelo. Tra i 250 disegni della collezione della Fondazione Casa Buonarroti si potranno ammirare i disegni realizzati da Michelangelo e poi confluiti nei cartoni per il trasferimento sul muro in previsione della pittura ad affresco della Cappella Sistina che l’artista decorò in due diversi momenti: la Volta, tra il 1508 e il 1512, e il celeberrimo Giudizio Finale sulla parete dell’altare tra il 1535 e il 1541. Si tratta di un evento sensazionale: per la prima volta i disegni escono da Casa Buonarroti, e con questa mostra diamo nuovo slancio a questo bel museo, che è per lo più sconosciuto.

 

Michelangelo, dunque, diventa un trait d’union tra artisti e luoghi del lago di Garda.

Ho voluto collegare la mostra sui disegni con quella in programma per il 2023 nella capitale italiana della cultura, ma anche Gardone e il Vittoriale, che è potentemente michelangiolesco. Nella villa Cargnacco di Gardone di Riviera vissero prima lo storico dell’arte tedesco Henry Thode, che arricchì quel luogo di una vasta biblioteca; poi Gabriele D’Annunzio. Per entrambi Michelangelo fu un ideale e una presenza decisiva. Thode scrisse importanti volumi su Michelangelo, D’Annunzio lo considera il suo reale ‘genitore’.

 

Artisti di diverse epoche, quindi, si incontrano in nuove riletture.

Il Mart, dal primo luglio, ospita la mostra dedicata a Giuliano Vangi che ne celebra i novant’anni e vede sculture e disegni confrontarsi con l’arte di alcuni grandi maestri del passato, tra cui Pisano, Donatello, Michelangelo in un grande allestimento firmato da Mario Botta. Ho condiviso con Vangi l’idea di un accostamento a Michelangelo. Perché proprio le figure in movimento per una Trasfigurazione non testimoniano una citazione, ma una interiorizzazione, il passo di Michelangelo e quello di Vangi si sintonizzano. Questa è la mia linea al Mart dichiarata fin dall’inizio: un dialogo tra presente e antico. È così con Vangi e Michelangelo, è stato così con Raffaello e De Chirico, con Botticelli insieme a Alberto Burri e Pier Paolo Pasolini.

 

Sembrano ridefinirsi nuovi dialoghi, quindi, anche tra le tre regioni affacciate sul lago.

Abbiamo previsto la possibilità di spostamenti tra il Mag e Gardone attraverso un collegamento lacustre, andando in barca da una sponda all’altra. Un percorso via acqua da un museo all’altro cambia la sostanza delle tre terre, che si identificano invece con confini regionali. Il lago ha un confine diverso, e il senso della mostra è quello di rafforzare un collegamento, attraverso l’acqua, di idee, di cui Michelangelo è epicentro.

Ci racconta i suoi progetti sul territorio veronese?

Paolo Veronese, Antonio Badile, Girolamo dai Libri: la lezione di Michelangelo ebbe un peso determinante sugli artisti veronesi che hanno rappresentato il Rinascimento sul lago di Garda. Ecco perché sarà semplice creare nuove connessioni. Per stare sul territorio veronese, le anticipo che lavorerò a Legnago, dove nel settembre 2023 inauguriamo una mostra dedicata al più grande storico dell’arte di tutti i tempi, Giovanni Battista Cavalcaselle. Dedicherò a Ferrara una mostra su Carlo Guarienti, magari si potrebbe fare anche a Verona… Voglio ricordare poi che ho un accordo preciso, al di là dei rapporti con l’amministrazione, col mio amico Oscar Farinetti, che qui aprirà a breve una sede nella quale è previsto uno spazio per l’arte che sarà collegato al Mart. Come sappiamo il museo dispone di un deposito molto ricco e sarà facile creare dei collegamenti tra le due città.

Silvia Allegri