Alla fine degli anni Ottanta

Gina Lollobrigida e quelle sculture nate a Verona: «Lavorava otto ore senza fermarsi»

Rudi Camatta: «La Fonderia Brustolin era luogo di ritrovo di artisti. Tutti i più grandi venivano qui. La Lollo? Amava passeggiare tra le botteghe antiquarie del centro»
In Fonderia. Gina al lavoro da Brustolin per realizzare una sua scultura
In Fonderia. Gina al lavoro da Brustolin per realizzare una sua scultura
In Fonderia. Gina al lavoro da Brustolin per realizzare una sua scultura
In Fonderia. Gina al lavoro da Brustolin per realizzare una sua scultura

Quindici anni di intensa collaborazione, ma anche di stretta amicizia. E del resto la Fonderia Brustolin era già da tempo una fucina vivacissima di artisti, un ritrovo dei grandi del mondo dell’arte, ma anche del cinema e dello spettacolo, che a Verona, dagli anni Settanta, gravitavano nel milieu sorto intorno all’attività avviata da Rodolfo Brustolin, dapprima nella sua fonderia vicina a canale Camuzzoni, poi trasferitasi in zona Bassona, all’inizio di via Barsanti, dove la fonderia si trova ancora oggi, condotta dal nipote Rodolfo Rudi Camatta, figlio di Osanna Brustolin, affiancato dal figlio Michelangelo, quarta generazione di questa straordinaria impresa.

Anche Gina Lollobrigida fu una delle star che, per la sua vocazione alla scultura, arrivata dopo i grandi successi al cinema, trovò a Verona, nella fonderia Brustolin, il suo riferimento per le grandi opere in bronzo realizzate dalla fine degli anni Ottanta. Così la «Venere imperiale» che fece girare la testa a Gary Cooper divenne una frequentatrice assidua della nostra città.

 

 

 

Le grandi opere

«Ne ho un bellissimo ricordo, una donna, prima ancora che un’attrice e un’artista, affascinante quanto simpatica, una persona squisita, sempre gentile, elegantissima e insieme alla mano», racconta Rudi Camatta, che incontriamo in fonderia. Ci mostra subito un album di fotografie che immortalano la Lollo nazionale alle prese con il lavoro di scultrice, e tre le opere spicca il famoso «Il Mondo per i Bambini» del 1994 che Gina realizzò insieme ad altri lavori per un’iniziativa benefica a favore dell’infanzia.

Terza e quarta generazione Rodolfo Rudi Camatta col figlio Michelangelo
Terza e quarta generazione Rodolfo Rudi Camatta col figlio Michelangelo

Luogo di ritrovo

«Come arrivò Gina da Roma a Verona? All’epoca Brustolin era un nome noto in tutto il territorio nazionale, tutti i più grandi artisti si ritrovavano a fondere le loro opere qui da noi», prosegue Camatta. «Merito del grande lavoro di mio nonno: ricordo ancora - dovevano essere gli anni Settanta, io ero un ragazzino - quando la sera la fonderia diventava luogo di ritrovo, c’era una via vai di taxi che portava gli artisti e le casse di bottiglie per festeggiare, erano davvero tempi straordinari. Di qui sono davvero passati tutti: Minguzzi, Paladino, Arnoldi, Pomodoro. Molte delle opere realizzate qui poi erano finite a Roma, qui del resto sono state fuse anche le porte del Vaticano. E Gina Lollobrigida, grazie al nome che ci eravamo fatti, arrivò da noi. Suo grande consigliere per l’attività di scultrice era Gianni Gianese, grande scultore per il cinema e il teatro per oltre sessant'anni, che lavorò per Fellini, Pasolini, Terry Gilliam, Martin Scorsese, Steven Spielberg, Luchino Visconti, Elio Petri, Lina Wertmüller, Franco Zeffirelli, tanto per dire solo alcuni nomi. Erano davvero amici e da lui Gina ascoltava i consigli per la realizzazione delle sue opere, che seguiva sempre con grandissima cura e attenzione».

 

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L’intervista nel ’94

Del resto un ricordo di quei lavori realizzati nel ’94 da Brustolin dall’indimenticabile interprete di «Pane, amore e fantasia» lo conserviamo anche noi. In quell’occasione infatti la intervistammo al telefono proprio in merito alle sculture che allora erano top secret, cercando di scoprire di che cosa si trattasse. Dalla sua splendida villa sull’Appia Antica, vicina a quella di Franco Zeffirelli, Gina Lollobrigida ci spiegò che «la scultura per me non è nè una novità nè un capriccio, ma un talento che sento di possedere. La scultura mi ha sempre affascinata fin dai tempi in cui frequentavo l’Accademia di Belle Arti a Roma. Mi sono rivolta alla Fonderia Brustolin perché nota nell’ambiente degli scultori per la sua serietà e competenza, qualità che io stessa ho riscontrato».

E ancora su Verona: «Una splendida città ricca di arte, di una bellezza incredibile. Ci vengo spesso: le mie mete preferite e immancabili sono le vecchie vie del centro dove si trovano le botteghe degli antiquari. Mi incanta la poesia di questi spazi».

Gli antiquari

Il riferimento è ovviamente a corso Santa Anastasia e alla zona intorno al Duomo, come conferma Rudi Camatta: «Gina dormiva al Due Torri: quanti viaggi in auto avanti e indietro da qui, dalla Fonderia, a piazza Santa Anastasia, per accompagnarla. In fonderia si fermava anche otto ore filate a lavorare, non mangiava nemmeno: non sentiva né fame né sete quando era concentrata sulla scultura. Poi la sera la riaccompagnavo e spesso mi fermavo a fare un giro con lei. Mandava avanti me nelle botteghe antiquarie, convinta che se fosse entrata lei le avrebbero chiesto, per un certo oggetto che l’aveva colpita, un prezzo più alto. Molti di quei negozi oggi non ci sono nemmeno più. Chiacchieravamo tantissimo, mi raccontava moltissimo, anche dei suoi amori... Una sera ricordo che abbiamo incrociato Zeffirelli, ne nacque una serata memorabile».

La villa sull’Appia. La Lollo con una sua opera nel giardino di casa
La villa sull’Appia. La Lollo con una sua opera nel giardino di casa

La villa

Vicini di casa sull’Appia Antica, la Lollo e Zeffirelli erano del resto anche i protagonisti delle notti romane di una stagione straordinaria. «Sono stato molte volte in quella sua villa, dove pure, nel bellissimo giardino, Gina aveva delle sculture fuse qui», prosegue Camatta. «Era una grande amante degli animali, ricordo che aveva cinque straordinari pavoni bianchi. Viveva nella bellezza».

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Alessandra Galetto