IL DOCUMENTARIO

«Verona per Dante», viaggio al chiaro di luna nella città medievale frequentata dal Sommo poeta

La produzione del Black&White Studio Tv sarà presentata il 13 ottobre
Il documentario   Angelo Passuello, autore di «Verona per Dante», che sarà presentato il 13 ottobre tra la Capitolare e il Chiostro della Cattedrale
Il documentario Angelo Passuello, autore di «Verona per Dante», che sarà presentato il 13 ottobre tra la Capitolare e il Chiostro della Cattedrale
Verona per Dante

È in fase di montaggio il singolare documentario dantesco, girato tutto con la luna nel cielo. Non la Verona “di” Dante, ma la “Verona per Dante” il titolo dell'originale produzione del Black&White Studio TV che ambisce appunto, tramite la voce dello storico dell'arte e ricercatore Angelo Passuello, autore pure dei testi, a sviscerare quale fosse il significato di Verona per il Sommo Poeta. Il documentario, con la regia di Riccardo Canovai, uscirà a breve nella piattaforma streaming Chili TV, dopo il lancio ufficiale previsto a metà ottobre, e sarà il fiore all’occhiello della rubrica “Verona e la sua storia monumentale” in cui Passuello, da un paio di anni, accompagna gli spettatori alla scoperta della storia di Verona attraverso monumenti più o meno noti.

«Il progetto su Dante è stato ideato due anni fa e la scorsa estate sono iniziate le riprese», racconta Passuello, che al momento è impegnato con l’Università di Firenze in due progetti su Verona, che riguardano il monastero della Santissima Trinità e il Sacello delle Sante Teuteria e Tosca. «È stato girato tutto di notte con la presenza di rievocatori storici dell'Ordine delle Lame Scaligere che hanno contribuito a far rivivere l'atmosfera trecentesca». Passuello è ripreso mentre cammina e narra.

Tra le immagini più suggestive vi è senza dubbio una visuale dall'alto, a 50 metri sopra l'Arena, resa possibile grazie alla piattaforma aerea messa a disposizione dalla Scaligera Service sul lato di via Mazzini. In epoca scaligera l’anfiteatro era impiegato per le pugne giudiziarie ed è possibile che lo stesso Dante abbia partecipato come spettatore a una di queste lotte, che descrive proprio nel XVI canto dell’Inferno. «Il Comune ci ha autorizzati a chiudere la porzione della Bra per qualche ora», spiega ancora l'autore.

«Avevamo presentato il documentario alla commissione cultura, a gennaio 2021. Il progetto era stato apprezzato ma poi abbiamo dovuto intercettare dei finanziamenti privati per realizzarlo». Il sostegno è arrivato dalla Aberfond S.R.L. L'immagine forse più inedita dell'intero lavoro è quella girata, sempre di notte, all'interno della Biblioteca Capitolare, grazie alla disponibilità del presidente monsignor Bruno Fasani e del project manager Timoty Leonardi. Riprende Passuello: «Dante era un assiduo frequentatore dell’ambiente del clero canonicale, dal momento che il 20 gennaio del 1320 diede la prima pubblica lettura della Quaestio de aqua et terra proprio nella chiesa di Sant’Elena. E sicuramente visitò spesso anche la Biblioteca Capitolare, la più antica biblioteca al mondo ancora attiva, nata addirittura nel V secolo come emanazione dello scriptorium dei canonici. Lì il Poeta poteva trarre ispirazione da testi antichissimi, studiando manoscritti relativi ai più svariati campi dello scibile umano».

La première del documentario si terrà proprio tra la Capitolare e il Chiostro della Cattedrale, nella serata del 13 ottobre. Passuello, dopo la proiezione, dialogherà con il conduttore televisivo Nicolò Brenzoni. Conclude l'esperto ricercatore: «Il video rappresenta un modo inedito per apprezzare le meraviglie architettoniche di Verona in un’atmosfera inusuale e affascinante come quella notturna. Il documentario si avvale di riprese terrestri e aeree tramite droni, che esaltano la percezione dei monumenti calandoli nel loro straordinario contesto urbano e paesaggistico, rendendo merito a scorci altrimenti impossibili da apprezzare.

Il tour cinematografico si snoda attraverso i luoghi più significativi per Dante nella città atesina, approfondendo il ruolo che questi ebbero nella vita e nelle opere del Sommo Poeta: dalle testimonianze dei fasti antichi alle sedi del potere civile in Piazza dei Signori, dove Dante fu ospitato da Cangrande nel suo palazzo; dai grandi cantieri ecclesiastici di San Fermo e Santa Anastasia, che si stavano erigendo proprio mentre Dante era a Verona, fino alla basilica di San Zeno, unica chiesa di Verona esplicitamente menzionata nella “Divina Commedia”, quando Dante incontra l’abate sanzenate nel XVIII canto del Purgatorio. La nostra città, Verona, per Dante, era un vero e proprio ponte fra un passato glorioso, un presente avvincente, grazie alla lungimiranza di Cangrande, e un futuro radioso».•.

Chiara Bazzanella