Il templare ucciso un’indagine lunga mille anni

Il sarcofago rinvenuto nella chiesa di San Fermo che potrebbe contenere le spoglie di de Torroja
Il sarcofago rinvenuto nella chiesa di San Fermo che potrebbe contenere le spoglie di de Torroja
Il sarcofago rinvenuto nella chiesa di San Fermo che potrebbe contenere le spoglie di de Torroja
Il sarcofago rinvenuto nella chiesa di San Fermo che potrebbe contenere le spoglie di de Torroja

Non è ancora stato sciolto il mistero del cavaliere che riposa da secoli nel chiostro di San Fermo, dentro un sarcofago medievale che potrebbe essere l’unica tomba al mondo di un alto dignitario templare sopravvissuta alla damnatio memoriae inflitta dalla Chiesa all’antico ordine del Tempio. Si aspetta la conferma sul test del Dna che l’associazione Templari cattolici d’Italia ha commissionato agli esperti della Harvard Medical School, intanto il maestro generale Arnau de Torroja, morto a Verona nel 1184 e al quale si pensa appartengano i resti, è al centro del volume Indago Mortis. L’AUTORE. Un giallo storico, fresco di pubblicazione per Delmiglio editore, che è stato presentato ieri in biblioteca Civica. L’autore è il veronese Livio Simone, 49 anni, che si occupa di riscossione crediti per la società Solori (ma è anche ufficiale riservista del Corpo degli Ingegneri dell’Esercito e ha servito in Libano durante la missione Unifil), mentre nel tempo libero fa ricerche storiche e si interessa di fanteria leggera francese come rievocatore. È presidente dell’Associazione Napoleonica d’Italia dal 2001, responsabile della sezione napoleonica del Consorzio Europeo Rievocazioni Storiche e vicepresidente di Veneto Storico. Per sei anni è stato redattore della rivista Ars Historiae e ha all’attivo decine di articoli sull’esercito napoleonico, oltre a quattro volumi, di cui due come co-autore. L’INCHIESTA. Simone ha iniziato a indagare sull’enigma di Torroja qualche anno fa, ben prima che il grande pubblico apprendesse della sua esistenza. «Mi ha colpito la vicenda della sua morte, avvenuta in quelle che molti libri definiscono “circostanze misteriose”», racconta. «Molto probabilmente l’alone di mistero si deve al fatto che il gran maestro non cadde sul campo di battaglia, come invece succedeva di frequente ai cavalieri». Comunque i presupposti per una crime-story ci sono tutti. LA TRAMA. La storia comincia nel 1186, quando il tesoriere dell’Ordine dei Poveri cavalieri del Tempio viene inviato in missione in Occidente, dalla Terra Santa, per far luce sull’ambigua morte del maestro generale. Un evento su cui incombe lo spettro dell’omicidio per mandato del patriarca di Gerusalemme. Nei panni di detective troviamo Gilberto D’Arail, che era stato l’aiutante di campo di Torroja, quando questi non era ancora diventato maestro generale, e più avanti gli succederà alla guida dell’Ordine. La vicenda si svolge in un arco di tempo ristretto, intrecciandosi però con eventi realmente accaduti, in particolare la crisi comunale che interviene proprio in quel periodo e porterà, trent’anni più tardi, alla fine della signoria scaligera. A un certo punto salta fuori il Sacro Graal e una pista «storicamente plausibile» che collocherebbe la fine delle ricerche nel mantovano. «Niente esoterismi», assicura l’autore. «La trama è di fantasia, ma si basa su dati storici e non c’è nulla che non potrebbe essere capitato veramente». Invece sull’attribuzione dei resti di San Fermo, Simone è cauto. «Mi ero interrogato su dove potesse essere il corpo di Torroja, giacché la sepoltura non è mai stata trovata». LA TOMBA Un’ipotesi è che sia stato traslato a Parigi, dove si spostò la delegazione che lo aveva accompagnato a Verona, un’altra è che sia stato tumulato in città, «ma allora il luogo più adatto sarebbe stata la chiesa templare di San Vitale. Il sarcofago potrebbe essere stato trasferito a San Fermo, però, trattandosi di una sepoltura così importante, sarebbe rimasta qualche traccia scritta». Il carbonio 14 ha datato al Medioevo la roccia del cenotafio, lo scheletro e il tessuto in cui era avvolto. Se si tratti di Arnau, lo confermerà un dente dell’arcivescovo catalano Guillem di Torroja, suo fratello maggiore, prelevato dalla tomba nella cattedrale di Tarragona. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Laura Perina