Il «fratello» nel paesaggio è rotto e il bene lo aggiusta

La copertina del libro Einaudi
La copertina del libro Einaudi
La copertina del libro Einaudi
La copertina del libro Einaudi

«Quando tutto era già nato e dotato di vita potente, sono stata chiamata a portare le parole». Questa è una spiegazione possibile di come sia nato l’ultimo libro di Mariangela Gualtieri «Paesaggio con fratello rotto» ma, per l’alchimia che possiedono le creazioni vere, è solo una. «Paesaggio» si può leggere in mille modi, forse come ogni opera che, messa al mondo, attraversa popoli e tempi, stagioni, stravolgimenti, criticità, restando in un luogo che non esiste se non in rapporto con tutto ciò che gli sta attorno e con gli occhi che la guardano. Ho guardato così, «Paesaggio»: non come un libro, ma come l’opera rivelatoria che mi trascorre per le mani da settimane e ogni volta che lo apro cambia. Sarà forse perché nasce sul palco di un teatro, quello di Cesare Ronconi, e si presta al palleggio virtuoso del dire che viene restituito non come eco spezzata ma come altro discorso, e altro discorso ancora, uno per ogni anima che lo accoglie e riverbera nella parola e nei corpi sul palcoscenico. Sarà. Un’altra cosa che si può dire di «Paesaggio» è l’intervento di Gualtieri - e non è la prima volta - nel proporre la parola del bene, in un momento in cui qualcosa si è «rotto» forse per sempre, il bene è il collante unico, come l’amore, per aggiustare il mondo stesso. Sorelle e familiari del bene sono la gioia («non chiedere nulla che sia meno della gioia»), lo splendore di cui una parte spetta all’uomo, e poi la pietas, il sentimento che partendo dal dolore o dall’accusa, si trasforma in energia riparatrice. Questo libro - che ha un titolo profetico, come tutti gli scritti di Gualtieri - va tenuto forte con sé perché contiene anche componimenti già noti della poeta ma inseriti come un innesto felice anche qui, dove abbonda la preghiera di aggiustarci, di amarci, di diffondere il bene, in mezzo al ferro e al fuoco e al silenzio della vita. Le edizioni sono di Einaudi, Collana di teatro. •. D.A.