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La pittrice veronese

Volti e tradizioni Rom nella galleria di ritratti di Gabriella Costanzi

di Michela Pezzani
La mostra di Gabriella Costanzi sui rom
La mostra di Gabriella Costanzi sui rom
La mostra di Gabriella Costanzi sui rom
La mostra di Gabriella Costanzi sui rom

Da molto tempo la meta preferita della pittrice veronese Gabriella Costanzi è la Camargue, in Francia, dove continua a recarsi a Saintes Marie de la Mer alla festa dei gitani provenienti da diversi Paesi che lá si danno appuntamento ogni 24 e 25 maggio nel raduno annuale. I quadri che l’artista realizza sui Rom rappresentano in particolare i visi della gente zingara e una significativa galleria di questi ritratti è stata apprezzata a Modena nella trasferta che si è tenuta per una settimana nella sala espositiva del Torrione di Castelnuovo Rangone.

«Gelem Gelem in viaggio tra gli occhi scuri come l’uva nera» è il titolo di questo pittorico reportage di viaggio della Costanzi apprezzato da un nutrito numero di visitatori a tu per tu con le tele e tanti dettagli in esse espressi a cominciare dagli occhi. La musica gitana eseguita dal violinista Diego Bellaviti, ha accompagnato il vernissage per omaggiare anche “Il violinista Manouche”, opera esposta e riprodotta nella locandina dell’evento. Personaggio di spicco è stato inoltre il vìolino utilizzato nelle performance della mostra, realzzato dal liutaio bolognese Federico Grandi nel 2012.  Dopo l’introduzione dell’esperto d’arte contemporanea Franco Bulfarini che ha inquadrato la tematica della diaspora della popolazione romanì (dalle origini in India fino ai nostri giorni), è stato poi messa in luce il ricco ma poco conosciuto patrimonio culturale di questo popolo vittima anche della Shoah.

Personaggi celebri quali Charlie Chaplin, Elvis Presley, Zlatan Hibrahimovic e Yul Brynner sono inoltre stati ricordati per le loro medesime origini.  Suscitare emozioni è l’obiettivo della pennellata della Costanzi la quale parla alla sensibilità di chi guarda toccando le sue corde emotive con lo stesso trasporto con cui i soggetti incontrati dal vivo e che hanno posato per lei sono riusciti a toccare le sue di corde sottili. Completi di titoli e didascalie che inquadrano i protagonisti, i quadri spiccano con colori naturali colti dal paesaggio umano e ad incarnare la “bandiera romanì” è una fiera donna rom dallo sguardo rivolto al futuro del suo popolo. 

«L’aver trascorso giornate intere con i romani e avere vissuto esperienze interculturali sul posto mi ha formato come persona» ha detto la Costanzi rievocando i suoi pellegrinaggi e le mostre gitane al centro culturale della cittadina camarghese dove dal confronto sono scaturite idee e riflessioni trasmesse poi alla tela. E conclude: «Importanti nel percorso di comprensione della cultura romanì sono state inoltre le lezioni di livello universitario tenute dal Commendatore Prof. Santino Spinelli, musicista e compositore rom».

Gabriella Costanzi da sempre coltiva la passione per la pittura e l’amore è cresciuto negli anni seguendo traiettorie e anche scelte diverse, pur nel rispetto sostanziale dello stile figurativo. Ha frequentato per alcuni anni i corsi di disegno all’Accademia di Belle Arti Cignaroli di Verona e atelier di importanti maestri di pittura. La pittrice ha inoltre partecipato a concorsi e mostre d’arte in Italia e in vari paesi europei.

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